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Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Augusto Cavadi
La calorosa accoglienza che i partecipanti al meeting di “Comunione e liberazione” hanno riservato a Giorgia Meloni può addolorare, ma non sorprendere.
Può addolorare perché se una delle poche organizzazioni cattoliche ancora capaci di mobilitare in Italia pezzi (sia pur minoritari) di fasce giovanili, esprime entusiastico consenso al Capo del governo più lontano dallo spirito della Costituzione sino ad oggi registratosi, vuol dire che davvero camminiamo sull’orlo del baratro.
Quando gli adulti di domani già adesso condividono il conservatorismo reazionario degli adulti di oggi, che speranze di miglioramento culturale e politico si possono nutrire per i prossimi decenni?
Questo dolore, più acuto per chi si è formato alla scuola di Jacques Maritain, Emanuel Mounier, Giorgio La Pira, Giovanni XXIII, Paolo VI, Tina Anselmi, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Giovanni Franzoni, Leonardo Boff…, non può, però, accompagnarsi a nessuno stupore.

La platea di Rimini é la stessa che applaudiva Giulio Andreotti (già oggetto di accuse gravissime, confermate in processi da cui é uscito non assolto ma indenne per prescrizione dovuta a scadenza dei termini) e poi Silvio Berlusconi, al cui partito, dopo varie trasmigrazioni non interrotte da una condanna definitiva a cinque anni e dieci mesi per corruzione nel 2019, finirà con l’aderire Roberto Formigoni, leader indiscusso di CL.





