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Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Augusto Cavadi
Il romanzo I sacelli dell’anima (Book Sprint Edizioni, Romagnano al Monte 2025, pp. 259, euro 21,90) di Manuela Pellegrino tratta tematiche tipiche della letteratura femminile contemporanea: l’incontro passionale e appassionato con un uomo che, dopo il matrimonio e le prime gravidanze, si rivela gelidamente egocentrato; la travagliata ma inevitabile separazione; il percorso – pluriennale – di risalita dagli abissi di dolore, anche grazie al supporto di un saggio psicoterapeuta e di nuovi rapporti umani immuni da ingredienti tossici.
Se i temi non sono inusuali, vi sono due o tre fattori che rendono il testo originale e meritevole di attenzione.
Un primo fattore che aggancia la curiosità di chi inizia a leggere è la struttura del racconto: il filo rosso del dialogo terapeutico è scandito da flashback che rinviano, di volta in volta, alle vicende riferite (che vengono evocate con pennellate decise, a tinte forti, senza censure moralistiche quando a essere denudate sono le anime dei protagonisti e non solo i corpi in preda all’eros).
Un secondo fattore di originalità lo vedrei nel frequente rimando a personaggi della mitologia greca che, da una parte, aiutano a decifrare il senso delle vicende narrate e, dall’altra, confermano la perenne attualità dei miti (le cui vicende non sono mai avvenute perché avvengono ogni giorno nelle nostre storie).
Un terzo elemento che contrassegna in maniera davvero intrigante questo romanzo è il contesto storico in cui è ambientato e il riferimento (spietatamente e coraggiosamente sincero) a vicende di pubblico dominio in cui l’autrice è stata biograficamente coinvolta. Infatti Ingemar, la protagonista del romanzo, proprio come Manuela Pellegrino, é figlia di un potente politico siciliano che ha conosciuto i fasti della Prima Repubblica, la crisi del Partito Socialista Italiano, il tentativo di dar vita una nuova formazione regionale (“Nuova Sicilia”) ed un triste tramonto puntellato da dolorose vicende giudiziarie (conclusesi con l’assoluzione definitiva).



