Altro che boutade della candidatura di Infantino, senza alcuna esperienza di politica estera, lanciata e subito abbandonata da Trump.
I veri sei candidati alla successione del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres hanno illustrato i loro programmi durante un confronto pubblico tenutosi all’Assemblea Generale.

L’evento, organizzato con domande di moderatori, delegati e rappresentanti della societa’ civile, é stato incentrato sulle principali sfide che attendono il prossimo leader dell’Onu , a partire dalla crisi nello Stretto di Hormuz e dal ruolo delle Nazioni Unite nei processi di pace nonostante le divisioni presenti nel Consiglio di Sicurezza.

L’ambasciatrice della Guyana presso l’ Onu , Carolyn Rodrigues-Birkett, ha sostenuto che “una cosa che il Segretario Generale non ha il lusso di fare é non provarci”, sottolineando la necessità di mantenere aperto il dialogo anche nelle situazioni più difficili.

L’ex presidente del Senegal, Macky Sall, ha indicato come punto di forza la capacita’ di “parlare con tutti”.

L’ex Presidente cilena Michele Bachelet ha richiamato l’importanza degli strumenti previsti dalla Carta delle Nazioni Unite e della costruzione di ponti tra le parti in conflitto.

Per Rebeca Grynspan, segretaria generale dell’UNCTAD, il compito principale del vertice dell’Onu é quello di “aprire le possibilita’ di accordo”.

Posizione condivisa anche dal direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, secondo cui il segretario generale deve essere in grado di “proporre soluzioni concrete, ascoltare, non affrontare ed essere presente per risolvere un problema”.



