PAGINE
Rubrica di critica recensioni anticipazioni
by Dino Petralia
Tra le onde di un improbabile fiume sotterraneo che congiunge il Nilo alle grotte di Palermo, vive un coccodrillo che di imbalsamato ha solo il guscio tortuoso esposto a monito d’insegna cittadina in una taverna della Vucciria, ma che riemerge invisibile tra i bassi e i fasti urbani, camuffandosi in multiformi sembianze umane, ognuna destinata ad esibirne un tratto d’origine, tanto vorace quanto attraente.
È il circolo chiassoso e rauco di una Palermo che galleggia tra torbido smarrimento e vocazione al caos, tra atavico sospetto e deliberata violenza, sintomi ed effetti insieme di una condizione di spia di se stessa e degli altri, dove il figlio documentarista di un padre poliziotto, colto di musica e di letture, scomparso in circostanze misteriose, torna da Roma per un compito ereditario in bilico tra rito salvifico e penosa ottemperanza di un dovere filiale.
Il tema é quello della restituzione. Nel pubblico, di un dinamismo vitale ad una città bloccata dal piacere perverso dell’immobilità, incapace di rischiare l’ignoto, perpetuando il rintocco ossessivo della ripetizione e della morte, segnale di funebre erotismo di una Palermo che rifiuta e si rifiuta.



