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Le lacrime del coccodrillo che continua a divorare Palermo

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Dino Petralia

Tra le onde di un improbabile fiume sotterraneo che congiunge il Nilo alle grotte di Palermo, vive un coccodrillo che di imbalsamato ha solo il guscio tortuoso esposto a monito d’insegna cittadina in una taverna della Vucciria, ma che riemerge invisibile tra i bassi e i fasti urbani, camuffandosi in multiformi sembianze umane, ognuna destinata ad esibirne un tratto d’origine, tanto vorace quanto attraente.Le lacrime del coccodrillo che continua a divorare Palermo

È il circolo chiassoso e rauco di una Palermo che galleggia tra torbido smarrimento e vocazione al caos, tra atavico sospetto e deliberata violenza, sintomi ed effetti insieme di una condizione di spia di se stessa e degli altri, dove il figlio documentarista di un padre poliziotto, colto di musica e di letture, scomparso in circostanze misteriose, torna da Roma per un compito ereditario in bilico tra rito salvifico e penosa ottemperanza di un dovere filiale.

Il tema é quello della restituzione. Nel pubblico, di un dinamismo vitale ad una città bloccata dal piacere perverso dell’immobilità, incapace di rischiare l’ignoto, perpetuando il rintocco ossessivo della ripetizione e della morte, segnale di funebre erotismo di una Palermo che rifiuta e si rifiuta.

Le lacrime del coccodrillo che continua a divorare Palermo
Roberto Andò registra e scrittore, autore del romanzo “Il coccodrillo di Palermo”

Più nel privato, di parole dette e captate per professione di polizia e che adesso, per volere postumo di un padre gravato da scrupoli d’etica, vanno ridate ad opera del figlio a chi le ha pronunciate, quasi che il prodotto aeriforme di dialoghi e chiacchiere appartenga all’intimo patrimonio di chi l’ha generato, così che ai loro autori esse vadano ricondotte, per ragione morale però, non di codice.

Il coccodrillo di Palermo é dunque una metafora di una città-rettile che serpeggia nell’abisso del sottinteso, del miraggio dell’apparenza e del non detto; spiegata nelle pulsioni nostalgiche e insieme ripudianti nelle pagine di un attento narratore di immagini e di romanzi, irrimediabilmente e intensamente siciliano.Romanzo metafora di una città "caput mediterraneo" che da secoli fà e disfà le proprie potenzialità culturali ed economiche

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Dino Petralia
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Magistrato emerito, già Procuratore Generale di Reggio Calabria e capo del Dap
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