Quasi fuori dalla Rai, ma sempre a un passo da Lavitola. A mettere in fila i titoli di prima pagina dei principali quotidiani nazionali, l’autunno di Sigfrido Ranucci sarebbe appena all’inizio.

Il netto rigetto da parte del Tribunale del lavoro di Roma ( motivazioni: https://www.zerozeronews.it/report-addio-le-motivazioni-del-rigetto-ecco-perche-il-tribunale-ha-respinto-la-richiesta-di-reintegro-di-ranucci/) del ricorso presentato dal giornalista per il reintegro alla conduzione di Report, viene lapidariamente considerato il suo definitivo addio alla trasmissione d’inchiesta.
In molti casi il titolo fiancheggia quello della fucilazione in diretta tv, negli Usa, di un terrorista islamico condannato a morte.
Invece, per una fortuita e involontaria coincidenza, a pagina 8 del Messaggero, l’articolo, i retroscena e la foto su Ranucci sovrastano i necrologi e le pubblicità delle agenzie di servizi mortuari.
“Prima ha perso la testa, adesso perde la causa. Ranucci non è Biagi, ma un giornalista che la sua redazione ha rigettato, prima ancora di un giudice: un acrobata caduto nel piatto sgusciato di Lavitola” scrive Carmelo Caruso sul Foglio.
“ No Ranucci l’hanno fatto fuori i colleghi” titola il Fatto Quotidiano a tutta pagina.”
“Le ragioni di un fallimento” é l’analisi del Domani, mentre Italia Oggi si chiede: “Bastano 10 giorni di sospensione per farne un martire?” in riferimento al contemporaneo provvedimento disciplinare di sospensione dal lavoro e dallo stipendio inflitto dalla Rai a Ranucci.


