




L’umanità sta sperimentando una brusca accelerazione di esistenzialismo virtuale. L’interruzione di quasi tutti i contatti diretti, la solitudine interiore e il far web dei social hanno di fatto concretizzato una inedita dimensione di vita sospesa fra il reale e il digitale. Una dimensione latente e pervasiva, destinata ad evolversi con parametri psicologici e culturali diversi da canoni e contesti finora usuali. Nella maggior parte i nuovi contatti virtuali scaturiti dall’isolamento prescindono infatti da ogni condizionamento esterno e si sviluppano sulla base di sensazioni ed emozioni dirette, determinate esclusivamente dalla voce, dall’immagine e dall’originalità dei messaggi degli interlocurori. Resta da vedere quanto di questi legami virtuali resisterà all’impatto diretto del rendez-vous del dopo coronavirus.