Fiducia precaria Governo in rianimazione

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Fiducia incerta Governo in rianimazione
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Governo a staticità precaria, dicono i 156 voti della fiducia molto traballante che il Senato ha votato all’esecutivo ConteFiducia precaria Governo in rianimazione

“Chi vuol essere lieto sia. Di doman non c’è certezza” chiosa un esponente del Pd, dopo aver avuto garanzie sull’anonimato. Prevale la sensazione che Palazzo Chigi si sia incartato da solo e cioè che la ricerca di voti da parte dei cangianti responsabili & costruttori per scalare quota 161, ovvero la metà più uno dei senatori, o quanto meno la soglia della maggioranza relativa, abbia innescato l’effetto borsistico after hours, cioè  il rinvio delle disponibilità a dopo la chiusura del dibattito parlamentare per ottenere condizioni migliori.

A meno di un tempestiva cooptazione di parlamentari del gruppo misto e comunque extra maggioranza nelle fila del costituendo Premier party, per il Governo si prospettano scenari di crescenti difficoltà, intanto nelle Commissioni di Montecitorio e Palazzo Madama, e progressivamente nelle votazioni alla Camera e al Senato.Fiducia precaria Governo in rianimazione

Nonostante la suadente diplomazia degli appelli alla responsabilità che Conte ha amplificato rispetto all’intervento di Montecitorio, lasciando intravedere aperture, trattative e prospettive programmatiche, il muro di gomma dell’esperienza  politica  di molti destinatari ha sottilmente posdatato il rendez-vous al momento più propizio.

Ovvero al dopo les jeux sont fait di un voto di fiducia che accentuando le difficoltà del Governo, oggettivamente avvantaggia i richiedenti e rende meno rigide le offerte di incarichi e sottogoverno.Fiducia precaria Governo in rianimazione

In parte ha inciso anche il confronto tattico fra Conte e Renzi, che si sono contrapposti personalmente per la prima volta dall’apertura di quella che oggi si può definire una crisi fantasma. Confronto tattico al quale la scelta dell’astensione di Italia Viva ha impresso una svolta  e reso meno agevole la rincorsa ai Senatori extramaggioranza.

Un’astensione avvelenata, come ha evidenziato l’intervento di Matteo Renzi che ha definito “dannoso per il Paese” l’arrocco istituzionale del Presidente del Consiglio, “un Premier tre maggioranze”, accusandolo di essere più preoccupato della sua poltrona e del suo potere che del futuro dell’Italia. Pacata, per evitare di acuire la tensione e non rischiare il voto contrario dei renziani, la replica del  Premier che ha ribaltato accuse e scaricato la responsabilità della crisi su Italia viva.

Fiducia precaria Governo in rianimazione

Assieme a Palazzo Chigi, l’elaborazione del voto di fiducia al Senato si sta già riverberando al Nazareno e fra i grillini.

Base e vertici del Pd avvertono il rischio di non avere più il controllo della situazione per il progressivo avvitamento nella paradossale situazione di rappresentare contemporaneamente il principale sostegno parlamentare dell’esecutivo, se non altro per in know out governativo, ed insieme il terreno di caccia di dirigenti e soprattutto di voti da parte del nascituro partito del Premier. La formazione dei nuovi gruppi parlamentari potrebbe inoltre cambiare in maniera diversa da quanto sperato da vari esponenti del Pd l’assetto dei Ministeri. L’alternativa è quella di staccare la spina e ripartire con un altro Governo e a questo punto un altro Premier.

Molti gli interrogativi che rimbalzano senza risposte fra parlamentari e il popolo dei 5 Stelle. Il principale punto di domanda riguarda il ruolo di Conte e a seguire chi sta trattando e a che punto sono le trattative con Pd per l’alleanza alle amministrative e alle politiche.

“Un uomo solo al comando, la sua maglia è multicolore: il suo nome è Giuseppe Conte” risponderebbero i telecronisti sportivi.Fiducia precaria Governo in rianimazione

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