Guerra e pace: le idi di marzo di Vladimir Putin

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Guerra e intelligence che dopo Kiev si intravede a Mosca
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Corsi e ricorsi storici, ma non solo, nel difficile marzo che si prospetta per Putin.

Insopprimibile perché è l’ideale che più caratterizza l’intera umanità, la democrazia risorge sempre più forte nonostante i ricorrenti tentativi di soffocarla. Come evidenzia in lungo e in largo la storia ed in questi giorni dimostra soprattutto la sanguinosa evoluzione in corso dalla cortina di ferro alla trincea della guerra scatenata contro l’Ucraina.Guerra e pace le idi di marzo di Vladimir Putin

Molto peggio rispetto alla guerra fredda, caratterizzata dallo scontro ideologico e da una sotterranea conflittualità bellica fra Stati Uniti e la nascente Europa da una parte e dall’Unione sovietica ed i paesi comunisti dall’altra, la nuova cortina di sangue e di morte dell’invasione dell’Ucraina isola totalmente Mosca non più soltanto dall’Occidente, ma praticamente dal resto del mondo.

Paradossalmente ad amplificare la forza ideale della democrazia è stato, suo malgrado, o meglio a sua insaputa, il Presidente russo.Guerra e pace le idi di marzo di Vladimir Putin

Pur partendo dall’intento diametralmente opposto di “rifondare” l’Unione Sovietica cavalcando il nazionalismo della Matuška Rossija, la grande madre Russia, Vladimir Putin ha talmente allarmato il mondo da scatenare una reazione internazionale che ha rinsaldato e rilanciato in pochi giorni l’unione Europea, rafforzato il ruolo degli Stati Uniti e della Nato, nonché le alleanze fra i paesi occidentali.

Un inedito tsunami economico politico che si sta abbattendo contro la Russia e rende di giorno in giorno sempre più insostenibile la posizione di Putin.

Nonostante il tentativo di guadagnare tempo con negoziati che tradiscono i retropensieri di imporre una resa senza condizioni, il Cremlino ha accelerato l’offensiva stragista sul fronte di Kiev per bruciare le tappe mediatiche della conquista della capitale e dare la spallata finale all’invasione.Guerra e pace le idi di marzo di Vladimir Putin

Prospettiva destinata a fallire, non soltanto per la resistenza popolare strada per strada, casa per casa, programmata dagli ucraini, ma anche perché accentuerebbe per le forze armate russe le difficoltà di gestione dell’occupazione e contemporaneamente il quotidiano far fronte ad una guerriglia inesauribile perché rifornita dall’Europa dagli americani e dalla Nato. Ad una assurda guerra corrisponde, in sostanza, un conflitto occulto combattuto per interposto paese. Lo stesso schema subito dagli Usa in Vietnam e dall’Urss in Afghanistan.Guerra e pace le idi di marzo di Vladimir Putin

Quanto potrà durare l’occultamento del numero dei soldati russi morti, e per quanto tempo sarà ignorato dai social il rientro in Russia delle bare dei militari uccisi in Ucraina?

Fra il silenzio assordante della Cina e il gelido addio della Svizzera, gli scricchiolii degli oligarchi ed il fantasma dello zar Ivan il terribile che si aggirerebbe per il Cremlino, le idi di marzo rischiano di non portare bene a Vladimir Vladimirovič Putin.Guerra e pace le idi di marzo di Vladimir Putin

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