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Il viaggio che non finisce mai

Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta storie di vita e vicende vissute

Le riflessioni di Mirella: attenzione a chi evitare

by Dino Petralia

Partire…tornare…invertiamo l’ordine del movimento e scegliamo il secondo.

Tornare, forse, è più rassicurante. Presuppone e contiene la partenza. E la completa. È vitale. Rassicura. Incoraggia una nuova partenza.

Ma è sempre possibile tornare ? Ci è consentito tornare nei luoghi dell’adolescenza, della gioventù; quelli occasionali o stabili, dove hai lasciato gocce del tuo sudore di frenesia e di onnipotente ardore? è possibile? Si lo è! E in due modi. Col pensiero intanto.Il viaggio che non finisce mai

E allora non c’è limite allo scenario, che componi con la verità ingentilita della memoria e la libertà di fare irrompere comparse che recitano al soggetto che la fantasia ti ispira.

Pensieri che diventano fatti vissuti; fatti, a loro volta, che comunicano pensieri da vivere. Ma è possibile tornarci davvero.

I luoghi non cambiano, sono taciti schiavi delle nostre azioni, possono essersi mutati, rovinati, impreziositi. Ma sono sempre quelli, perché uguale è il colore del cielo e il taglio del sole che li illumina.

E tuttavia, ritornare a vedere, a respirare quei luoghi che ti hanno visto felice ha qualcosa di terribilmente malinconico. Se non di struggente.

Non trovi più nulla di quello che c’era…che non erano cose, ma odori e sentori d’anime, brulichio interno ed esterno di un tutto che sapeva di cocente quotidianità.Il viaggio che non finisce mai

Irriproducibile traccia umana, visibile ad occhi chiusi, che se li apri sbiadisce e delude.

Parlarsi così, al proprio interno, davanti ai simulacri del passato è un po’ come avere gli occhi chiusi, vedendo  sembianze immaginate uguali e ascoltando voci lette dagli occhi.

In quell’interno un magico recinto di gitanti del tempo anima il presente.Il viaggio che non finisce mai

maggiemusic@gmail.com“Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggio non finisce mai… Solo i viaggiatori finiscono”… scrive Josè Saramago in “Viaggio in Portogallo”.

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Dino Petralia
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Magistrato emerito, già Procuratore Generale di Reggio Calabria e capo del Dap
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