Con l’Iran trasformato in un cimitero a cielo aperto, per decrittare quel che resta del regime degli ayatollah bisogna prestare attenzione alle contraddizioni fra i suoi superstiti vertici, braccati fra i bunker e le macerie dai satelliti e dai droni di Stati Uniti e Israele. 
Una mortale caccia agli amamah, i turbanti dei religiosi più alti in grado, o ai comandanti dei pasdaran, talmente micidiale da costringere l’Assemblea degli 88 Esperti a tenere “coperto” il nome dell’appena scelta nuova Guida Suprema, successore del defunto Alì Khamenei, per evitare che sulla sua lapide venga scritto “ucciso prima di insediarsi”.
Come é avvenuto proprio oggi ad Abu-al-Qasem Baba’iyan, il nuovo capo dell’ufficio militare del leader supremo, nominato l’altro ieri dopo che il suo predecessore era stato a sua volta eliminato la settimana scorsa.
Da vari indizi sembrerebbe che la nuova Guida Suprema sia Mojtaba Khamanei, figlio del predecessore.

Uno dei più autorevoli componenti del sinedrio degli 88 Esperti, l’ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, si é lasciato infatti sfuggire che il prescelto ha prevalso sulla base del consiglio del defunto leader supremo, e sul fatto che il nuovo leader iraniano dovesse essere ” temuto e odiato dal nemico. Tanto che persino il Grande Satana [ come gli iraniani definiscono gli Stati Uniti ] ha fatto il suo nome”, ha detto Heidari Alekasir riferendosi a Trump che nei giorni scorsi aveva definito il figlio di Khamenei una scelta inaccettabile.
Dietro l’apparente misticismo islamico della successione, si celerebbero però i mitra spianati dei pasdaran che hanno imposto Mojtaba, una Guida Suprema baby che nel novero del geronto-regime teocratico ha solo 57 anni e non ha né arte né parte,cioè non é neanche un ayatollah. E che tra l’altro non si riesce a capire se sia stato ferito o meno in uno dei bombardamenti di questi giorni.


