


“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” é uno degli argomenti piú famosi di Blaise Pascal, filosofo, fisico e matematico francese che con il suo pensiero ha contribuito alla realizzazione dei calcolatori meccanici e a spiegare i concetti di pressione e vuoto. Storicamente fin dalla civiltà mesopotamica e poi dall’antica Grecia al rinascimento, poeti, filosofi, artisti e scrittori si sono interrogati su dove “albergassero” le emozioni nell’uomo. Nonostante la scienza abbia da molto tempo verificato come le emozioni siano funzioni biologiche del sistema nervoso, persiste dialetticamente e nell’immaginario collettivo la mistica attribuzione al cuore di tutti i pensieri e i sentimenti associati all’amore romantico, al cosiddetto colpo di fulmine e alla trepidazione. Contesto enfatizzato dal fervente credente Pascal che formula uno dei postulati della fede: “E’ il cuore che sente Dio, e non la ragione – dice il filosofo – Ecco che cos’è la fede: Dio sensibile al cuore e non alla ragione.” Più laicamente per Antoine de Saint-Exupéry, padre letterario del Piccolo Principe, “si vede bene solo con il cuore. L’essenziale é invisibile agli occhi.”