Ifa epicentro della rivoluzione digitale
L’ombelico digitale del mondo ondeggia fra i padiglioni dell’Ifa di Berlino, la fiera elettronica più importante d’Europa dove fino al 5 settembre i tutti i grandi nomi dell’hi tech si affannano, e dietro le quinte si sbranano, per presentare il non plus ultra dell’innovazione.
Oggi si guarda molto oltreoceano o all’Estremo Oriente per scoprire quali novità possono facilitare o addirittura cambiare la nostra vita, ma nella prima metà del secolo scorso era a Berlino che si decideva la storia, e non solo sul fronte tecnologico.
Per dare un’idea, nel 1931 fu alla Internationale Funkausstellung Berlin che il fisico tedesco von Ardenne presentò il Tubo a raggi catodici, futuro cuore dei primi televisori degli anni ‘50. Ed è sempre a Berlino che, nel 1933, i nazisti riuscirono a proporre la prima radio di largo consumo, la Volksempfänger, una sorta di Volkswagen dell’etere. Come pure all’ Internationale Funkausstellung Berlin nel 1963 l’olandese Philips presentò le prime audio cassette compatte.
Quest’anno tuttavia all’Ifa si parla più di frigoriferi, lavastoviglie e televisori che di smartphone, perché l’evoluzione dei cellulari si è ormai standardizzata mentre la vera rivoluzione riguarda l’ hi tech della casa intelligente. Dal robot da cucina in grado di preparare un pò di tutto, all’aspirapolvere, al frigorifero dal quale tenere d’occhio la cameretta dei bambini, dagli impianti hi-fi, alle lavatrici, al frullino.
Ma la metamorfosi elettronica più sorprendente è quella del frigorifero, che non si capisce più se ci aiuta o ci spia.
Affascina e contemporaneamente lascia perplessi infatti l’idea che un frigorifero diventi un Family Hub che anticipa necessità, quantità e bisogni attraverso i sensori e con dispositivi che riescono addirittura ad intrattenere, informare e connettere, pianificando i pasti in base alle date di scadenza degli alimenti o alle esigenze nutrizionali, distinguendo le voci dei singoli membri della famiglia in modo da offrire a ognuno informazioni personalizzate e condividendo menu e calendari.
Presto arriveranno termostati intelligenti, telecamere di sicurezza per interni ed esterni, interruttori, lampadina led e pannelli luminosi forni smart e robot per la pulizia. I nuovi software capiranno cinque lingue: tedesco, francese, inglese, italiano, spagnolo, per impostare la temperatura, bloccare le porte, abbassare da un comando vocale o da uno smartphone.
Esistono due temi a riguardo che possono essere definiti due lati della stessa medaglia: la sicurezza e la privacy. I dispositivi devono essere non solo a prova di incendio o corto circuito, ma inviolabili da parte degli hacker. Ed è dovere di una grande azienda essere molto chiara verso l’utente e specificare quali e quanti dati sono necessari per erogare i servizi.
In passato si sviluppava un dispositivo connesso e in un secondo momento ci si preoccupava della sicurezza che spesso veniva gestita tramite una componente applicativa installata sull’hardware.
Nonostante la diffusione dei dispositivi smart una indagine condotta da D-Link, azienda specializzata nella connettività Wi-Fi domestica, evidenzia che c’è ancora molta confusione riguardo la Smart Home. Ma protezione e sicurezza della casa rimangono le priorità per la maggior parte degli europei.