Al contrario di Trump, l’Inghilterra non si tira indietro e interviene a difesa dell’Arabia Saudita contro gli Houthi.
Il Regno Unito ha accettato di fornire supporto aereo difensivo a Riad per contrastare i ribelli yemeniti e ripristinare la stabilità in Medio Oriente, contribuendo al contempo ad abbassare il costo della vita in patria. Lo ha dichiarato il Premier britannico Andy Burnham in vista del suo primo incontro a New York col presidente Usa Donald Trump.
Andy Burnham
Il primo ministro, scrive il Guardian, ha accolto la richiesta di una serie di rifornimenti in volo per i jet sauditi, finalizzati a difendere le infrastrutture energetiche dagli attacchi dei ribelli sostenuti dall’Iran e a garantire il flusso di petrolio dal Golfo, alleviando così le turbolenze economiche globali.
“Abbiamo ricevuto una richiesta di supporto militare dall’Arabia Saudita e ho accettato tale richiesta ” ha dichiarato laconicamente Burnham. Il supporto operativo della Raf all’Arabia Saudita, si aggiungerà al sistema di difesa aerea britannica “Sky Sabre”, già in funzione nell’area.
Burnham
ll Premier britannico ha inoltre reso noto che già nel corso del suo incontro di oggi all’Onu con Trump, esorterà il Presidente statunitense a favorire una de-escalation del conflitto con l’Iran, avvertendo che “cupi presagi di instabilità globale” stanno incidendo direttamente sulla vita delle persone in tutto il mondo.
Il conflitto in corso con l’Iran e il suo impatto sui mercati petroliferi saranno fra gli argomenti che Trump affronterà nel suo discorso odierno alle Nazioni Unite. Il tycoon si rivolge all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in un momento difficile per il mondo e per la sua presidenza. L’economia globale é destabilizzata dalla guerra all’Iran e minacciata dall’offensiva delle milizie islamiche yemenite degli Houthi nel Mar Rosso contro l’Arabia Saudita, mentre crescono le preoccupazioni sui rischi dell’Intelligenza Artificiale.
Un discorso imbarazzante e incoerente quello di Trump al Palazzo di Vetro perché segue le numerose invettive con le quali ha annunciato la riduzione del sostegno finanziario statunitense all’ONU. Un taglio di risorse finanziaria che solleva interrogativi sul futuro delle Nazioni Unite.