L’italia geniale che per Giorgia Meloni inizia oggi

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Effetto Meloni sul consudeto assalto al sottogoverno. Se non si decidono subito i vice ministri e i sottosegretari li nomina la Premier
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L’Italia geniale da materializzare. Un Paese incompiuto da aiutare a crescere e realizzarsi. La realpolitik delle dichiarazioni programmatiche della Premier Giorgia Meloni incardina pragmatismo e positivismo, sburocratizzazione e valorizzazione dei tesori artistici e ambientali, interesse nazionale e sviluppo economico, coerenza internazionale e messa in sicurezza dei conti pubblici, in un calendario di interventi da attuare al più presto.giorgia_meloni

“L’Italia rimane la nave più bella del mondo, nessuna meta le è preclusa” ed ancora ” la strada maestra non è l’austerità, ma la crescita strutturale” e poi “la parola d’ordine del governo sarà non disturbare chi vuole fare”: questi i tre principali cardini delle dichiarazioni programmatiche.

Non un libro dei sogni, ma il risveglio di una nazione illusa e disastrata da sogni ogni volta annunciati e mai realizzati. Eloquio appassionato, la Premier ha preannunciato  “una tregua fiscale” per consentire a famiglie e imprese di non essere strangolate dalle tasse.

Centrale il passaggio sulla prospettiva del Governo e dell’Italia: ” mi sento di dire che se questo esecutivo riuscirà a fare ciò che ha in mente, scommettere sull’Italia potrebbe essere non solo un investimento sicuro, ma forse perfino un affare. Perché l’orizzonte al quale vogliamo guardare non è il prossimo anno o la prossima scadenza elettorale, ma come sarà l’Italia tra dieci anni. Io sono pronta a fare quello che va fatto, a costo di non essere compresa, a costo persino di non essere rieletta, per essere certa di aver reso con il mio e il nostro lavoro il futuro di questa Nazione più agevole” ha specificato la Presidente del Consiglio.L'italia geniale che per Giorgia Meloni inizia oggi

Sviluppo del mezzogiorno e  PNRR sono, aggiunge la Premier, opportunità straordinarie di ammodernare l’Italia: “abbiamo tutti il dovere di sfruttarle al meglio. La sfida è complessa a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l’Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria”.

Enunciazioni in parte già incardinate dal governo Draghi, al quale la Premier ha riconosciuto con parole non formali  e di ringraziamento la lealtà e la collaborazione nella delicata fase di un passaggio di consegne di grande apporto istituzionale che ha assicurato la continuità della credibilità economica ed internazionale dell’Italia.

Standing ovation per le  madri della Repubblica quando la Premier cita le donne che le hanno aperto la strada per arrivare ad essere la Prima donna presidente del Consiglio. Protagoniste talmente esemplari da potere essere indicate  solo per nome di battesimo, Nilde (Jotti), Maria (Montessori), Oriana (Fallaci), Tina (Anselmi), le le tante altre prime donne impegnate in politica e nella società che le hanno consentito di “rompere il tetto di cristallo “

Di rilevanza programmatica anche il tema della giustizia “che funzioni, assicuri effettiva parità fra accusa e difesa e durata ragionevole di processi” e la commemorazione, fra il lungo appaluso di tutti i deputati in piedi, delle vittime della lotta contro la mafia, che Giorgia Meloni ha passato idealmente in rassegna e ringraziato uno per uno: da Falcone e Borsellino, a Dalla Chiesa, da Piersanti Mattarella a Chinnici, Livatino, Loi, Cassarà, Boris Giuliano e a tutti gli altri.

La prospettiva é ” un futuro di maggiore libertà, giustizia, benessere e sicurezza” scandisce Giorgia Meloni che cita Montesquieu, il grande filosofo del liberalismo universale e Roger Vernon Scruton, il piu’ influente pensatore contemporaneo del conservatorismo britannico. Citazioni che con le susseguenti affermazioni “non avere mai provato simpatie per i regimi, fascismo compreso, e che le leggi razziali sono state il punto più basso della storia italiana” segnano un distacco da Ezra Pound e Julius Evola, considerati fra gli ideologi del nazionalismo.

Salutata dai cori “Giorgia Giorgia” e dagli applausi liberatori di tutto il centrodestra, la Premier conclude quelle che per gli ambienti parlamentari sono state dichiarazioni programmatiche chiare e di discontinuità rispetto al passato, ma anche orgogliosamente politiche.

Dichiarazioni di una Premier che tirerà dritto anche rispetto ad alleati di governo ingombranti e insidiosi, come evidenzia il silenzio tombale col quale ha totalmente ignorato le agitazioni del leader leghista Matteo Salvini che da aspirante influencer a caccia mediatica di attenzione si sforza di recuperare la perduta rilevanza politica.

Così come non ha mostrato alcun timore riverenziale per il preannunciato e atteso intervento di domani al Senato di Silvio Berlusconi. Una assoluta non considerazione che sembra riecheggiare le parole dello scrittore e poeta tedesco Charles Bukowski:  “quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno”…Il Presidente Meloni in Parlamento per le dichiarazioni programmatiche - MI-LORENTEGGIO.COM - LE ULTIME NOTIZIE DI CRONACA, POLITICA, ANNUNCI, SPORT, FOTO E VIDEO DI MILANO E LA LOMBARDIA

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