Governo: l’imprimatur autocelebrativo di Berlusconi

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Governo l'imprimatur autocelebrativo di Berlusconi
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L’orgoglio e la memoria. Silvio Berlusconi si presenta davanti alla storia politica del Paese come ad una di quelle sedute psicanalitiche che, come dicono gli esperti, sono confessioni con auto assoluzioni incorporate.

Tornato sul luogo del vaffa nel giorno dell’elezione di Ignazio La Russa alla Presidenza del Senato, il Cavaliere sfoggia, in un doppio petto da ex quattro volte Presidente del Consiglio, un ossequioso imprimatur al Governo di Giorgia Meloni e annuncia gioioso la nascita appena avvenuta del 17° nipote. Un imprimatur proteso a sfuggire l’ineluttabilità del tramonto di un’epoca.

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Silvio Berlusconi annuncia la fiducia di Forza Italia al Governo Meloni

Con molte occhiate al soffitto cinquecentesco dell’aula di Palazzo Madama, fra le fila di Fratelli d’Italia mentre parla il Cavaliere si  sente aleggiare una sorta di nemesi finiana.  L’eco del “che fai mi cacci ? ” rivolto all’ex Premier Berlusconi dall’allora Presidente della Camera e leader di Alleanza Nazionale sembra soffiare ora in direzione opposta, mentre sfidando la forza di gravità dei cicli  della politica l’intramontabile fondatore di Forza Italia afferma solennemente che “Giorgia Meloni, nel suo assai pregevole intervento programmatico, ha individuato le priorità del Paese, ha tracciato una rotta chiara, nel solco del lavoro fatto fino ad oggi” dalla coalizione che ha vinto le elezioni.

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Roma 22 aprile 2010 scontro Berlusconi Fini

Parole che accompagnano la rivendicazione del lavoro avviato trent’anni fa con la fondazione di Forza Italia e del centrodestra e che subliminalmente anticipano, nell’ambito delle trattative parallele già in corso nell’ambito della maggioranza, la richiesta di nomina di vari viceministri e sottosegretari.

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Roberto Scarpinato

Nomine, fa capire Berlusconi, che dovrebbero riequilibrare il mancato accoglimento della richiesta del Ministero della Giustizia e di altri dicasteri ai quali ambivano gli azzurri.  A fare da contrappeso all’intervento di Berlusconi, le parole del Senatore dei 5 Stelle ed ex Procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, rappresentano un pugno nello stomaco nei confronti di Fratelli d’Italia accusati di essere i continuatori del fascismo e gli eredi dei protagonisti della strategia della tensione con annesse provate o presunte complicità stragiste.

Valutazioni trancianti, definite gravemente pregiudiziali e ideologiche dalla Premier, secondo la quale i teoremi giudiziari determinano processi fallimentari o peggio gravissimi depistaggi come quelli per la strage di via D’Amelio. L’antimafia – ha chiosato Giorgia Meloni – non si fa con la retorica e neanche con i provvedimenti con i quali si è consentito di scarcerare i capimafia al 41 bis con la scusa del rischio del contagio covid.Governo l'imprimatur autocelebrativo di Berlusconi

A completare il quadro delle dichiarazioni programmatiche della Camera, la Premier ha preannunciato interventi tempestivi sul costo dell’energia a carico dell’extragettito sui ricavi speculativi. ” Non saremo mai disponibili – ha affermato in proposito – a passare dalla dipendenza del gas russo alla dipendenza delle materie prime cinesi”.

Nell’ambito delle modifiche fiscali è stato reso noto il taglio del cuneo fiscale ed una tassazione direttamente  proporzionale all’aumento delle assunzioni da parte delle aziende. Inoltre sarà rivisto, o abolito del tutto, il tetto all’utilizzo del contante. Ambiziose le iniziative per trasformare il mezzogiorno nell’ hub europeo delle energie  rinnovabili.

” La rotta é tracciata: andiamo avanti” dice la Presidente del Consiglio a conclusione del secondo tempo del voto di fiducia sul Governo, riconoscendo che spesso le lacune e le critiche dell’opposizione hanno evidenziato “una visione delle pesanti condizioni dell’Italia che abbiamo ereditato da parte di molti di coloro che hanno espresso le maggiori accuse, biasimi e rimproveri rispetto ai contenuti delle dichiarazioni programmatiche”.

Un secondo tempo della fiducia al Governo, quello del Senato, caratterizzato dagli interventi forti dei big dei partiti politici, di maggioranza e opposizione, primi fra tutti Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Boccia, Giulia Bongiorno, Maria Stella Gelmini.

Originale l’epilogo dell’intervento di Renzi: ” Si ricordi di essere felice”, ha detto alla Premier, citando una frase della poetessa Ada Merini: “La miglior vendetta? La felicità. Non c’è niente che più faccia impazzire la gente che vederti felice.”

Immediata la tacita replica, con un proverbio persiano, degli ambienti parlamentari: “temi chi ti teme, anche se questi fosse una mosca e tu un elefante.“Governo l'imprimatur autocelebrativo di Berlusconi

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