Mutazione genetica all’Espresso Damilano si dimette

0
874
Mutazione genetica all'Espresso Damilano si dimette
Condividi

Fine d’epoca all’Espresso. Lo storico settimanale fondato nel 1955 dai mitici Adriano Olivetti ed Arrigo Benedetti e per anni diretto da Eugenio Scalfari, viene in pratica messo all’asta dalla Gedi, la società editoriale dell’erede dell’Avvocato Agnelli e della Fiat, John Elkann, che ha rilevato La Repubblica, La Stampa e vari altri quotidiani.Mutazione genetica all'Espresso Damilano si dimette

Ad acquisire l’Espresso sarebbe pronta Bfc Media, del presidente della Salernitana, Danilo Iervolino. Le trattative per rilevare la storica testata settimanale sarebbero in stato avanzato. Da mesi si parlava dell’intenzione di Gedi di disfarsi dell’Espresso, ma la svolta è arrivata dalla mancata smentita della vendita da parte l’amministratore delegato della Gedi, Maurizio Scanavino.

I redattori dell’Espresso denunciano i piani aziendali che mirano a tagliare una voce libera e critica del panorama giornalistico italiano ed hanno indetto una serie di scioperi. Da parte sua, Marco Damilano si è dimesso da direttore del settimanale L’Espresso. E’ stato lo stesso giornalista a darne notizia.

“Questa mattina ho scritto una mail all’ingegnere John Elkann, presidente del gruppo Gedi, per comunicare la mia decisione di lasciare la direzione dell’Espresso, dopo quattro anni e mezzo” afferma Damilano in un lungo editoriale pubblicato sul sito del settimanale.

Il direttore dimissionario dell’Espresso Marco Damilano

“L’Espresso ha segnato la storia del giornalismo italiano. I diritti civili, le grandi inchieste, la lotta contro le mafie, le massonerie e tutti i poteri occulti, la laicità dello Stato, l’ambiente, la tenuta della democrazia italiana. Siamo sempre stati schierati, a volte sbagliando, ma mai venendo meno al nostro codice genetico”, rivendica Damilano, spiegando di aver appreso della decisione della Gedi di vendere “da un tweet di un giornalista, due giorni fa, mercoledì pomeriggio. Ho chiesto immediati chiarimenti all’amministratore delegato Maurizio Scanavino, come ho sempre fatto in questi mesi. Mesi di stillicidio continuo, di notizie non smentite, di voci che sono circolate indisturbate e che hanno provocato un grave danno alla testata. Non mi sono mai nascosto le difficoltà. Ho più volte offerto la mia disponibilità in prima persona a trovare una soluzione per L’Espresso, anche esterna al gruppo Gedi, che offrisse la garanzia che questo patrimonio non fosse disperso. Ma le trattative sono proseguite senza condivisione di un percorso, fino ad arrivare a oggi, alla violazione del più elementare obbligo di lealtà e di fiducia”.Mutazione genetica all'Espresso Damilano si dimette

“La cessione dell’Espresso, in questo modo e in questo momento – sottolinea l’ormai ex Direttore –  rappresenta un grave indebolimento del primo gruppo editoriale italiano. E’ una decisione che recide la radice da cui é cresciuto l’intero albero e che mette a rischio la tenuta dell’intero gruppo. E’ una pagina di storia del giornalismo italiano che viene voltata senza misurarne le conseguenze. Di più: L’Espresso é un pezzo di storia dell’intero Paese. Un Paese che rischia di diventare ancora più fragile in una funzione essenziale, la libertà di stampa, l’autonomia del giornalismo dai poteri, il ruolo critico di controllo verso chi governa le strutture politiche, economiche, finanziarie. Ogni volta che c’é un cedimento, una cessione, é un pezzo che viene meno”.

 “L’Espresso é sempre stato la mia casa e Gedi ha garantito il lavoro del nostro giornale. Ma se la casa viene cambiata, dall’arredamento alle suppellettili, fino a venderla, non resta altro da fare che prenderne atto. E’ una questione di coscienza e di dignità. Ho cercato di fermare una decisione che ritengo scellerata. Mi sono battuto in ogni modo, fino all’ultimo giorno, all’ultima ora. Ma quando il tempo é scaduto e lo spettacolo si é fatto insostenibile, c’é bisogno che qualcuno faccia un gesto, pagando anche in prima persona. Lo faccio io. Lo devo al mestiere che amo, il giornalismo. E soprattutto lo devo alla mia coscienza” conclude Marco Damilano. In attesa che si diradi la nebbia sull’assetto della proprietà, il settimanale sarà firmato dal vice direttore Lirio Abbate.Mutazione genetica all'Espresso Damilano si dimette

Facebook Comments
Condividi