Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

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Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata
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P  A  G  I  N  E

Rubrica di critica recensioni e anticipazioniP  A  G  I  N  E Rubrica di critica recensioni e anticipazioni

by Pinkie

E dopo cinque interminabili serate è passato anche il settantesimo compleanno del Festival di Sanremo. Settanta candeline e l’assoluto trionfo del deja vu.

Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata
Elettra Lamborghini ( Foto La Presse)

Nonostante il twerking, i travestimenti, i make up, i flash di nudo, i sicilianismi lessicali (…Ciuri…), i sorrisi a 57 denti, le paillettes, le perle sul viso, le solite scale imbarazzanti, i redivivi, gli imbalsamati, i litigi, le volgarità gratuite e quelle pagate carissime, le dichiarazioni d’amore e gli amori finti, il sottobosco del trapper romano e i tentativi di fini dicitori che hanno provocato il rimpianto persino di Alberto Lupo in “Parole, parole….”.

Il defilè del luogo comune, con una patina di femminismo che profuma di falso come l’Opium dei cinesi e la pseudo apertura mentale al gender fluido che fa finta di accettare il bacio a stampo tra Fiorello e Tiziano Ferro e il trucco da drag firmato Gucci di Achille Lauro.

Noia mortale quindi? Non solo, tentativi di rianimare personaggi soporiferi e gag con cui non si rideva neppure settanta anni fa.

Si apra il sipario:

Le BelloneSanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Categoria poco femminista cui viene aggiunto un pizzico di retorica in difesa delle donne per provare ad attualizzare un prodotto arcinoto cui si assimilano anche le ex bellone tipo Marina Occhiena o Sabrina Salerno per capirci.Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Su tutte Rula Jebral – parole e storie vere che bastavano, senza prestazioni da valletta, né frasi di canzoni prese in prestito, Elodie – fisico da urlo, bella voce, ma “buca poco”.

Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

La decorativa Georgina Rodriguez – ahimè nota soltanto come “la donna di Cristiano Ronaldo” nonostante i tentativi più svariati di attività collaterali, Francesca Sofia Novello “quella del passo indietro” (rispetto al suo uomo, Valentino Rossi, non Albert Einsten junior) definizione poco ruffiana, ma vera che ha fatto urlare di raccapriccio qualsiasi essere di sesso femminile respirante sul pianeta Terra e poi Elettra Lamborghini che finalmente ha visivamente spiegato che il twerking altro non è che la versione più ritmata e molto meno sexy dell’ancheggiamento languido della zia Marilyn (Monroe non Manson).

I Redivivi Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Personaggi in cerca del miracolo della Resurrezione, più o meno botulinati, liftingati, imbottiti e tinteggiati.

I Ricchi e Poveri hanno recuperato il tristissimo Franco (che ha tutte le ragioni per lo sguardo pieno di dolore) e la ex vamp Marina: nulla di nuovo, le canzoni sono le stesse, la passione è scomparsa ma il salvadenaro vuoto è un richiamo forte non solo a Genova.Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Rita Pavone, in gara, più stupita che convinta, non più Pel di Carota, ma  con labbra formato soppressata calabra e il ricordo pallido di una gran voce. Ornella Vanoni, probabilmente al quarto lifting e al ventesimo spritz della serata, non è più neanche una tenera rimembranza, ma un mantra di domanda sul possesso di un’abitazione.

E non si possono omettere due flash: uno dedicato a ciò che resta di Massimo Ranieri – capelli color Berlusconi povero e faccia sgualcita da Eduardo affamato, l’altro alla coppia scoppiata alla costante ricerca di dollari/rubli/euro Albano & Romina in versione anziano-democristiana  di Je t’aime moi non plus malgioglica. 

I né poveri né belliSanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Una marea sussurrante, urlante, litigante o amorfa. Raphael Gualazzi, tipico intrattenitore da piano bar, occhiale azzurro alla Califano e aria improbabile da “vorrei essere Fred Buscaglione”, Levante – voce non male ma allure da “sono qui davvero per caso”, Alberto Urso, sospeso nell’incertezza tra il mestiere di tenore e la tentazione del gorgheggio commerciale sbatte gli occhioni blu alla ricerca di consensi, Richi, vedi Alberto Urso, senza le potenzialità tenorili e molti altri figuranti in cerca di autore e giustificazione televisiva.

I fuori di testa finti e veriSanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Tra i finti, Achille Lauro è un gigante: sembra pazzo, sembra di gender fluido, sembra sconnesso, sembra senza voce e invece è uno che ha capito molto della incertezza della  contemporaneità e la interpreta con una certa ironia e molto senso della musica. Piero Pelù fa perfino il finto ladro, sono anni che si atteggia a Mefistofele ma non convince neppure il satanista più in astinenza da malvagità. Roberto Benigni, qualche anno fa era la follia geniale dell’assurdo, ora somiglia di più ad un juxe box del lirismo antico e medioevale. Marco Castoldi detto Morgan, era nella squadra dei fuori di testa finti, ma con un po’ di tristezza ha passato il confine e non riesce a recuperare neppure la propria immagine nello specchio.Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

Il rito sanremese si snoda come una vecchia processione cui bisogna essere presenti per tradizione, per scaramanzia, per simbolismi: si salva poco. Qualche pezzo di Tiziano Ferro, un po’ troppo sorridente per essere vero, qualche nota di Rancore, di Paolo Jannacci – troppo Enzo per essere vero –  e di Giordana Angi che deve imparare a volare senza l’ombra di Mimì.

La durata incredibile di ogni serata ha tolto freschezza ad Amadeus e persino a Fiorello, non c’è stato il pathos della vittoria – il podio era annunciato da almeno un paio di giorni – non c’è stata grande musica, ma un’orchestra di professionisti…cosa si salva di questo settantesimo compleanno?

Il fatto che esista, che ci sia il Festival di Sanremo che, come la Nazionale di calcio, regala qualche serata retrò davanti al televisore, una lieve percezione di italianità e la rimozione temporanea da scenari politici o pseudotali,  annegati in melodie da cantare sotto la doccia.Sanremo il nulla del deja vu dietro il boom di facciata

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