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Sempre più nero il cielo sopra la Germania

L’ultimo voto del 2026 consegna l’immagine di una Germania che sembra avviata a resuscitare i fantasmi di un agghiacciante passato, inscritto nel Dna teutonico del Deutschland über alles, über alles in der Welt, la Germania sopra a tutto, sopra a tutto nel mondo, come canta l’inno nazionale tedesco.Sempre più nero il cielo sopra la Germania

Se a settembre lo tsunami elettorale di Alternative für Deutschland  in Sassonia-Anhalt evidenziava una minaccia incombente, ora rappresentano un incubo permanente i risultati elettorali a Berlino e soprattutto in Pomerania con AfD che triplica i voti e supera  il 38/% mentre la Cdu che sotto il 5% ed esce per la prima volta dal fatale 1945 dal parlamento del Land.

Un incubo bilaterale se si considera che nelle elezioni di Berlino ha trionfato l’estrema sinistra della Linke, nostalgica erede della della Germania dell’Est filosovietica, scrivendo una pagina storica con la pasionaria Elif Eralp, che vuole espropriare le case.

Sempre più nero il cielo sopra la Germania
Friedrich Merz

Più che un disastro, come ha ammesso lo stesso Cancelliere Friedrich Merz, per i commentatori politici tedeschi e internazionali é un evidente avviso di sfratto per il Governo che si regge sulla coalizione fino ad ora maggioritaria formata da  Cdu-Csu e Spd. Ma di fronte alla doppia debacle del suo partito, la Cdu, in Cancelliere non solo non lascia, ma raddoppia: “Mi assumo la responsabilità, vorrei portare avanti il ​​Paese” ha affermato, sostenendo che l’antidoto alla durezza dei tempi sono le riforme, e queste “arriveranno”, é stata la promessa al mondo economico, che lo stava ascoltando col fiato sospeso, come milioni di tedeschi.Sempre più nero il cielo sopra la Germania

L’ultradestra ha subito brandito come una clava il successo: “Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte”, tuona la leader di AfD Alice Weidel.

Come per il risultato elettorale in Sassonia anche il successo inPomerania di AfD viene da lontano ed ha motivazioni storiche. Scaturisce non solo dalla cupa sindrome delle sconfitte tedesche, ma anche dalla contaminazione stalinista.

Sempre più nero il cielo sopra la Germania
Alice Weidel.

E’ attribuibile alla nuova immagine dell’estrema destra. Meno scarponcini in pelle nera, colli taurini e braccia tatuate e più slogan accattivanti, per esprimere le idee di egemonia culturale e metapolitica, contro l’invasione degli immigrati, l’appiattimento sulla Nato che mortifica l’eredità storica della Germania e schierandola acriticamente a fianco dell’Ucraina contro la Russia di Putin che, sostengono, sarebbe l’alleata naturale del Paese.

A fare da contro altare al cupo nazistalinismo di AfD, a Berlino il partito più vivace e votato è risultato quello dell’estrema sinistra della Linke, con la futura neosindaca Elif Eralp che incarnare il messaggio opposto a quello dell’ultradestra.  Avvocatessa dei diritti umani, figlia di rifugiati turchi, Eralp promette alloggi per tutti e più integrazione, mentre Afd spinge sull’espulsione dei migranti.

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Elif Eralp

Il contrasto non potrebbe essere più forte. Ma si tratta di due partiti dalle misure radicali: “È morto il centro borghese”, sintetizza l’ editoriale della Welt.

I dati mostrano un quadro complesso. In Pomerania, Afd è chiaramente in testa con il 38,2%, inseguita dai socialdemocratici della Csu che con Manuela Schwesig prenderebbero il 35,5. Quest’ultima, la ex ministra di Angela Merkel è riuscita comunque a posizionarsi come unico argine all’ultradestra nell’est. Tanto che qualche analista già la segnala come commissaria ombra dei vertici federali del partito, facendo tremare il vicecancelliere Lars Klingbeil.

A Berlino i numeri consegnano una vittoria netta alla Linke con oltre il 25%, mentre la Cdu che esprimeva il sindaco uscente, sostituito per la corsa elettorale da Stefan Evers si è fermata  18,8%.

Cresce molto anche Afd, anche se non è il trionfo annunciato che si attendeva dopo il voto in Sassonia. Alternative für Deutschland  con un 16,3% si colloca saldamente al terzo posto, con quasi sette punti in più rispetto al 2023. Nella capitale ci sono i numeri per governo rosso-rosso-verde, dal momento che l’Spd ha preso il 12% ei verdi il 14,3%.Sempre più nero il cielo sopra la Germania

Ma é la governabilità, alla luce di questi risultati la vera sfida della Germania per i prossimi anni perché sempre più spesso vincono partiti incompatibili con altre forze politiche.

Esattamente la condizione di inconciliabilità, radicalizzazione e del tutti contro tutti che nel secolo scorso, prima in Russia, poi Italia e in Germania, determinò l’avvento di comunismo, fascismo e nazismo.Sempre più nero il cielo sopra la Germania

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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