by Gianfranco D’Anna
E’ un coro di “Aderisco allo sciopero proclamato dall’Anm” quello che si leva in quasi tutti i 136 Tribunali d’Italia all’inizio delle udienze che vengono rinviate.
Un coro di adesioni seguito da oltre cento assemblee con la partecipazione di circa sei mila toghe e coccarde. La fotografia dello sciopero della magistratura rispecchia la partecipazione dell’80% alla giornata di protesta contro la riforma della giustizia indetta dall’Associazione nazionale Magistrati.

Una protesta che nella manifestazione svoltasi a Roma dinnanzi alla Corte di Cassazione, Cesare Parodi Presidente dell’Anm motiva così: ”Non c’é una legge già approvata, c’é un dibattito attualmente in corso quindi non vedo perché i magistrati non possano partecipare al dibattito con vari strumenti e lo sciopero é uno dei tanti. Crediamo di potere e forse dovere dare la nostra opinione su delle modifiche, legittime da proporre, ma che mirano a un risultato che secondo noi non é ottimale per i cittadini. Non difendiamo nessun privilegio e mi spiace che le persone lo pensino perché si é formata una narrativa su di noi che non corrisponde alla realtà”.
“Irresponsabile chi alimenta odio verso i magistrati indicandoli come nemici da combattere” gli fa eco dall’assemblea al Palazzo di Giustizia di Milano Sergio Rossetti, di Magistratura Democratica, componente della giunta esecutiva centrale dell’Anm.
Per Rossella Marro, Presidente nazionale di Unicost, si tratta di: “una risposta unitaria a difesa dell’autonomia e indipendenza della magistratura, che é un principio cardine della democrazia e dell’equilibrio fra i poteri, che per noi di Unicost non è negoziabile. E’ un segnale importante, che sarà un importante punto di partenza per le prossime azioni dell’Associazione nazionale magistrati”.

Nessuna contrapposizione col Parlamento insistono i magistrati: “Lo sciopero é un grido di allarme alla società civile” – sottolinea Giuseppe Tango, presidente della sezione Anm di Palermo, che aggiunge – “Questo é il primo passo perché al di là di quello che accadrà, se le nostre istanze non verranno ascoltate sono previste varie iniziative, ma non necessariamente di sciopero, rivolte alla cittadinanza per spiegare dove sta la verità e dove la propaganda”.
Sul crinale della giornata in cui tutti, dalle toghe, alla politica, all’avvocatura, evocano le responsabilità altrui per una giustizia che complessivamente delude e condiziona pesantemente tutto il Paese, la componente maggioritaria dell’Anm, Magistratura Indipendente, vive il travaglio di posizioni moderate più inclini all’autoanalisi di categoria che ai presunti eccessi di quella che é stata definita una magistratura di lotta e di sentenza.

“Come è stato dimostrato oggi, la magistratura associata, espressione di diverse sensibilità culturali, é in grado di far sentire la propria voce molto più di quanto possano fare i singoli. MI fa parte del governo dell’Anm , esprime il Presidente dell’associazione nazionale magistrati e ne ha condiviso le posizioni ” glissa con classe la Presidente di Magistratura Indipendente e Consigliera della Corte di Cassazione Loredana Micciché, alla domanda se vi fosse una specificità Mi che connotasse lo sciopero.
Il bilancio dell’adesione che ruolo avrà nel confronto col Governo?
“La massiccia adesione allo sciopero, pari – secondo i dati provvisori – all’80 per cento dei magistrati, dimostra la compattezza della magistratura sulla contrarietà alla riforma, a difesa dei cittadini e dell’attuale assetto costituzionale e non può che rafforzare le ragioni che verranno esposte in sede di confronto con il Governo.”
Cosa l’ha colpita delle varie manifestazioni svoltesi in mattinata?
“Ho notato, per la verità già dal congresso di Palermo, che si é riacceso l’interesse per l’associazionismo giudiziario, tanto criticato e disprezzato, e ciò non può che farmi piacere.”



