Un continuo ping pong di missili e droni sta trasformando il cessate il fuoco in un conflitto ad intermittenza a bassa intensità fra iraniani e americani. “
Gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi in risposta diretta alla continua aggressione iraniana contro il trasporto marittimo commerciale, su ordine del Presidente Donald Trump”, ha dichiarato il Centcom, il Comando Centrale Usa per il Medio Oriente. 
Un doppio attacco contro asset militari dei pasdaran nello Stretto di Hormuz al quale Teheran ha risposto colpendo con droni e missili le basi americane in Bahrein e Kuwait.
Uno stillicidio di attacchi incrociati, commentato da Trump sui social con una serie di minacciosi avvertimenti: “È molto probabile che non impareranno mai! Potrebbe arrivare il momento in cui non saremo più in grado di essere ragionevoli e saremo costretti a portare a termine militarmente l’opera che abbiamo iniziato con grande successo. Se ciò accadesse, la Repubblica Islamica dell’Iran cesserebbe di esistere!”.
Il ping pong di missili, droni e attacchi aerei, aggrava le tensioni del negoziato avviato in Svizzera per mettere fine al conflitto iniziato il 28 febbraio con i bombardamenti di Stati Uniti e Israele contro l’ Iran, ed esaspera ulteriormente i rischi di un nuovo blocco delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz.

Il conflitto intermittente si combatte anche a colpi di comunicati. Con proclami propagandistici ad uso interno, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno infatti sostenuto di aver colpito otto importanti installazioni militari statunitensi, tra cui la base di Ali al-Salem in Kuwait e quella della Quinta Flotta a Port Salman, in Bahrein.
“Qualsiasi aggressione nemica, qualunque sia il pretesto, anche contro obiettivi insignificanti riceverà una risposta implacabile”, hanno aggiunto pasdaran. Anche se con diversa, non paragonabile, portata distruttrice, il botta e risposta fra Teheran e lo schieramento aereonavale americano che stringe in una morsa l’Iran, preoccupa la Casa Bianca perché smentisce clamorosamente agli occhi dell’opinione pubblica Usa i proclami di Trump su quella che aveva definito “la resa incondizionata dell’Iran” e soprattutto per l’incombente possibilità che i pasdaran blocchino nuovamente lo Stretto di Hormuz. Controreplica del vice Presidente JD Vance: ” alla violenza risponderemo con la violenza”.


