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Brigitte Bardot un parfum d’éternité

 

L’addio a Brigitte Bardot, icona di libertà e sensualità senza tempo tanto da essere considerata la prima influencer globale della bellezza e dell’eros femminile, sta mobilitando la stampa mondiale con un’infinità di commenti, ricordi, testimonianze, fotografie e revival cinematografici. Struggenti in particolare i titoli e gli articoli dei media e dei quotidiani francesi, come l’editoriale su Le Figaro del giornalista e scrittore Éric Neuhoff.Brigitte Bardot un profumo d’eternità

Era la nostra luce guida, la nostra bandiera. Arrivò dal nulla, o meglio, dal XVI arrondissement a nord di Parigi. Era una giovane donna ben educata che imprecava arrossendo.

Questa bomba bionda irruppe sugli schermi in un paese del dopoguerra che  non aveva ancora vissuto i Trente Glorieuses, i Trent’anni Gloriosi. Il trionfo le arrivò con la dovuta facilità.

Brigitte Bardot un parfum d’éternité
BB

Scosse gli animi, ballò il mambo sui tavoli di Saint-Tropez. Il suo corpo era uno strumento di precisione. Il mondo intero voleva conoscerne i segreti. La Bardot era un dono, una certezza.

Le sue rivali – ma chi erano? – avrebbero fatto meglio a stare attente.

La facevano interpretare la svampita; era serissima come non mai. La fama la metteva a disagio. Preferiva ritirarsi col tempo, come Garbo de la Madrague.Brigitte Bardot un parfum d’éternité

Questa saggezza la rese una leggenda vivente. Sembrava sempre così modesta, con la sua voce da scolaretta, un curioso mix tra una pin-up e una dea antica. La celluloide sembrava inventata per lei.

Immagini affiorano improvvisamente nella memoria: il basco di Bonnie, una Harley-Davidson, l’inizio del film Le mépris.

Eccola lì, nuda sul tetto di Villa Malaparte a Capri, che si schianta contro una Citroën 2CV mentre guida una Rolls-Royce, stringendo un cucciolo di foca tra le braccia.

Restano ritornelli di Gainsbourg , un profumo di vacanze ed eternità, scoppi di lacrime in bianco e nero.

Amava de Gaulle, lo champagne e gli animali. Come i film. Forse gli uomini l’avevano delusa. Non valevano la pena. Eleganza e nonchalance: questo era il suo stile unico.

Gli schemi sono rotti. Non ce ne sono stati altri. Feroce, ardente e forte, sapeva dire di no, con qualcosa di innegabile. Fu criticata per questo. Era sciocco: era se stessa all’estremo.

Forse è nata nel secolo sbagliato, lei che incarnava così perfettamente il XX . D’ora in poi, il sole non sorgerà più allo stesso modo su un piccolo porto del Varo. Era la nostra luce guida, la nostra portabandiera. Un tempo la chiamavamo con le sue iniziali. Oggi, ci viene voglia di chiamarla Madame. Era l’epitome della francesità.Brigitte Bardot un parfum d’éternité

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