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Assalto a Capitol Hill: altra grave incriminazione per Trump

Assalto al Congresso degli Stati Uniti: secondo il Washington Post sarebbe imminente l’incriminazione dell’ex Presidente Donald Trump.

Le indagini affidate dal Ministro della Giustizia americano Merrick Garland al Consigliere speciale indipendente Jack Smith, già Procuratore capo della Corte penale internazionale dell’Aja, riguardano quattro ipotesi di reati: incitamento all’insurrezione, ostruzione di un atto ufficiale del Congresso, cospirazione contro gli Stati Uniti, false  dichiarazioni e pressioni affinché i testimoni mentissero su quanto era accaduto.

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Il Consigliere speciale Jack Smith

Ipotesi di reato formulate all’unanimità nel dicembre del 2022 dalla Commissione d’inchiesta della Camera composta da sette deputati democratici e da due repubblicani.

Oltre al grave vulnus costituzionale, l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021 provocò la morte di una decina di persone. ”Il carico di prove, molte delle quali sono venute alla luce solo negli ultimi mesi, lascia a bocca aperta” scrive il Washington Post.Assalto a Capitol Hill altra grave incriminazione per Trump

L’inchiesta avrebbe sviluppato tre capitoli probatori. Nel primo si sottolinea,  scrive il Washington Post che cita gli atti dell’inchiesta, “che Trump sapeva di aver perso le elezioni ma non voleva rinunciare al potere, quindi ha lavorato con i suoi avvocati su un’ampia varietà di schemi per cambiare il risultato. Tali schemi includevano la creazione di certificati elettorali fraudolenti che sono stati presentati al Congresso”.

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In secondo luogo, dopo il fallimento del piano elettorale fasullo, Trump ha cercato di fare pressione sul vicepresidente Mike Pence per ostacolare la sessione congiunta in violazione dei regolamenti parlamentari e della Costituzione americana con l’obiettivo di ritardare per la prima volta nella storia degli Stati Uniti il passaggio dei poteri col Presidente legittimamente eletto.

Gli inquirenti concludono che: “Sulla base di tutte le prove disponibili, della giurisprudenza e di precedenti storici analoghi, il sostegno combinato di Donald Trump agli insurrezionalisti e l’inerzia mentre l’insurrezione era in corso sembra più che superare il limite per sostenere le accuse”.

Per quanto riguarda le tesi difensive dell’ex Presidente, l’inchiesta del Consigliere speciale Smith non ha riscontrato alcuna legittima giustificazione di immunità presidenziale e nessuna prova che Trump abbia agito in buona fede. “Sapevano tutti che Trump aveva perso le elezioni in ciascuno degli Stati che avevano presentato certificati elettorali fasulli – riportano gli atti dell’inchiesta federale – e sapevano che lo scopo esplicito di presentare quei certificati elettorali era quello di ribaltare un’elezione legittima. In effetti, i cospiratori…hanno espressamente riconosciuto che il loro  schema era illegale.”

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Shmith e Trump

L’inchiesta evidenzia l’uso dell’inganno, della pressione e, in ultima analisi, della violenza per ostacolare il trasferimento pacifico del potere in un modo che ha spinto la democrazia americana sull’orlo del baratro.

Anche senza conoscere la testimonianza del Vice Presidente  Pence che rimane segreta, per Trump le conclusioni dell’inchiesta di  Smith sarebbero devastanti.

Per gli Stati Uniti si profila un’altro momento di tensione trumpiana, ma in definitiva anche un’altra prova di saldezza della democrazia americana.

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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