Cani e gatti l’illusione della clonazione

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Cani e gatti l'illusione della clonazione
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Il dolore per la morte di un amico a quattro zampe spesso eguaglia o addirittura supera quello per la  scomparsa di un familiare. La rarefazione delle relazioni umane, la solitudine e l’alienazione sociale trasformano gli animali domestici, soprattutto per gli anziani, in interlocutori esistenziali.Cani e gatti l'illusione della clonazione

Tanto che, soprattutto negli Stati Uniti per colmare il vuoto del decesso del cane o del gatto entrati a far parte della famiglia in sostituzione dei figli e dei coniugi, si sta diffondendo sempre più il cosiddetto pet cloning la clonazione di bau e miao. Un business multimilionario, lanciato da attrici e attori famosi come Barbra Streisand, Barry Diller e Diane von Furstenberg che si sono rivolti alla Sooam Biotech Research Foundation a Seoul, attualmente l’unico posto nel mondo che clona cani per privati, per riprodurre  i loro mamati Jack Russell e Coton du Tulear.

Cani e gatti l'illusione della clonazione
Barbra Streisand

All’incirca un  migliaio finora i cani clonati fino a questo momento su richiesta dei padroni in lutto.

Barbra Streisand nel 2017 ha fatto clonare il suo cagnolino originario del Madagascar e ha allevato i suoi due cuccioli Miss Violet e Miss Scarlett , copia perfetta della originale e compianta Samantha.

Ma se volessimo investire un piccolo patrimonio, e godercelo ancora un po’ in questa vita, due aziende al mondo – una nella Corea del Sud (che ha il brevetto) e l’altra negli Usa – promettono di ridarcelo vivo e vegeto – ovviamente clonato – al modico (si fa per dire) costo di 50 mila dollari per un cane e 25 mila dollari per un gatto. Non è uno scherzo, lo ha già fatto tre anni fa la famosa attrice Barbra Streisand che rivelò il suo ‘segreto’ in un’intervista.Cani e gatti l'illusione della clonazione

La clonazione degli animali domestici segue la stesa procedura quella risalente al 1996 della pecora Dolly. Il primo esperimento è del 2005, a Seoul, dove venne clonato un cane da caccia afghano, Snuppy.

Poi, nel 2016 è nato il primo cane clonato sul suolo americano, un Jack Russell Terrier di nome Nubia, ad ‘opera’ di una compagnia texana. L’azienda Usa da allora ha clonato oltre un centinaio di cani e gatti ed  ha iniziato a clonare pure i cavalli. I costi sono scesi a circa 50 mila dollari per un cane e 25 mila dollari per un gatto.

Se si decide di clonare il proprio amico a quattro zampe, bisogna farlo quando è ancora in vita (anche se le cellule possono essere raccolte entro 4 giorni dalla sua morte): con 1.600 dollari, ci si assicura la sua conservazione genetica.Cani e gatti l'illusione della clonazione

Il processo di clonazione prevede una biopsia veterinaria sull’animale domestico per rimuovere i tessuti, che vengono poi salvati, memorizzando così le informazioni genetiche dell’animale. La decisione può quindi arrivare in un secondo momento. Il processo di clonazione vero e proprio è molto complesso, e richiede anche la presenza di un animale donatore dell’ovocita, nel quale si inserisce una cellula del cane da clonare. A quel punto, all’embrione viene somministrata una scossa elettrica per iniziare il processo di divisione.

Successivamente, gli embrioni modificati vengono impiantati tramite un intervento chirurgico nel “genitore”. Se il trasferimento cellulare va bene, nasce un gemello genetico del cane o gatto che sia. Il processo richiede circa 6 mesi per la nascita e una volta nato il ‘nuovo’ esemplare a quattro zampe dovrà avere almeno 2 mesi prima di poter andare a casa dai suoi genitori umani. Se invece la gravidanza non dovesse aver successo, si riavrebbero i soldi indietro, tranne i 1.600 dollari spesi per congelare le cellule.Cani e gatti l'illusione della clonazione

Comunque vada, non sembra un processo tutto rose e fiori, perché l’embrione del gatto o cane da clonare che è impiantato in un altro gatto o cane, viene pompato di ormoni ed é tenuto in un ambiente sterile. Il più delle volte, sono necessari più animali per un parto di ‘successo’. Molti veterinari hanno evidenziato come il clone pur essendo un gemello identico al nostro affezionatissimo animale domestico, potrebbe essere difforme dall”originale’ visto che ad influenzare il modo in cui è nato e cresciuto, intervengono vari fattori ambientali o semplici differenze. Possono avere una colorazione diversa, ad esempio.Peraltro, non si sa ancora per quanto tempo vivranno gli animali clonati in quanto il Dna più vecchio può sviluppare problemi che possono abbreviare la vita del nostro ‘nuovo’ amico. Per non parlare della personalità: la stessa Barbara Streisand ha ammesso qualche tempo fa, sul New York Times che “puoi clonare l’aspetto di un cane, ma non puoi clonarne l’anima”.

In realtà talvolta si persegue l’obiettivo latente di clonare il proprio egoismo.Cani e gatti l'illusione della clonazione

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