Crediti deteriorati: basta speculazioni denuncia Giulio Romani

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    Proposta-denuncia sui crediti deteriorati delle banchecrediti deteriorati basta speculazioni denuncia giulio romaniIl sindacato smaschera la colossale partita di giro dei crediti deteriorati e lancia una proposta di autogestione per garantire legalità ed economicità all’intero settore del recupero delle insolvenze. 

Secondo la Banca d’Italia l’ammontare delle sofferenze lorde del sistema bancario italiano si aggira intorno ai 200 miliardi di euro. Talvolta il meccanismo dei npl, acronimo inglese di non performing loans, rischia infatti di prefigurare delle stangate.

Ecco cosa c’è dietro. Esempio: se una banca mette sul mercato il suo miliardo di debito non esigibile, incasserà da una società di recupero crediti 80 milioni, perché i debiti non garantiti valgono l’8% del valore nominale. La società che ha acquistato il miliardo di insolvenza proporrà poi al debitore uno sconto dell’84% e incasserà 160 milioni, cioè il doppio di quanto ha pagato alla banca.crediti deteriorati basta speculazioni denuncia giulio romani

Assieme alla società di recupero crediti, ci guadagna  il debitore che incassa 840 milioni e si libera dell’obbligazione e dei rischi giudiziari. Ci guadagnano anche gli amministratori della banca che liquidano la pratica con una procedura finanziaria standard.

Ci perdono invece i dipendenti della banca, che rischiano il posto, i clienti che rischiano di perdere i risparmi, e i contribuenti costretti a ripianare i debiti dell’istituto di credito per non mandare in tilt il sistema bancario.

Ecco perché uno dei principali sindacati dei lavoratori del settore finanziario, la First Cisl, lancia una proposta operativa per tentare di trasformare una colossale speculazione in un circuito virtuoso.

“Con una gestione diretta, in house – spiega Giulio Romani, Segretario Generale della First Cisl- si consentirebbe alle banche di non subire perdite traumatiche di capitali e si ricostituirebbe la fiducia attorno al sistema del credito”

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Giulio Romani

Come si articola la proposta della First Cisl?                                                              

Bisogna costituire delle società di gestione dei crediti deteriorati, con una proprietà composta da più portatori di interesse, a partire dallo Stato e da altri soggetti sani partecipi della sorte del sistema bancario, ossia lavoratori, associazioni di imprese, fondazioni bancarie, banche stesse. Queste società possono rilevare gli npl a un prezzo non speculativo, coerente con il possibile valore di recupero. È possibile, compatibile con le norme europee e realizzabile con le risorse esistenti.

Che rischi comporta invece l’attuale prassi della vendita dei portafogli di npl a società finanziarie?                                                                                                           

Il rischio è che si finisca per aiutare chi ha causato le insolvenze, lasciando ai cittadini e ai lavoratori l’onere di coprire i buchi. Se le banche cedono a delle società speculative i loro insoluti a prezzi risibili, chi li acquista ha interesse a proporne immediatamente lo stralcio al debitore per un valore non di molto superiore, con un enorme ritorno sull’investimento in tempi brevissimi. Così il debitore torna pulito restituendo una quota minima di quanto avuto e chi aveva concesso il credito non ha più alcuna grana, dato che la posizione è stata archiviata. Peccato che a pagare restino i dipendenti della banca, che ne subiscono il dissesto, e i cittadini, in qualità di azionisti e di clienti se la banca fallisce, o come contribuenti se il salvataggio è a carico dello Stato. crediti deteriorati basta speculazioni denuncia giulio romaniNonostante il pesante rischio delle insolvenze e la necessità di un intervento dello Stato per salvare aziende in gravissima difficoltà, come Mps, la Popolare di Vicenza o Veneto Banca, la più imponente operazione di ricapitalizzazione di una banca italiana, UniCredit, è stata interpretata come un segnale di fiducia nei confronti dell’Italia e del suo sistema bancario. Il barometro delle banche italiane ricomincia a volgere al bello?

Difficile dirlo, perché mancano progetti concreti e lungimiranti per la trasformazione del business bancario. Tuttavia, l’operazione UniCredit conferma che il mercato crede nella possibilità che una banca italiana possa tornare a evidenziare un trend economico positivo una volta che sia stata risanata la sua qualità del credito. 

Quindi è essenziale dismettere rapidamente gli npl?

No, non deve esserci la corsa alla svendita delle insolvenze. Anzi, se da un lato affermo da tempo che il tema della qualità del credito va affrontato con determinazione prima di qualunque operazione sul capitale, dall’altro ribadisco con forza che la soluzione più efficace non è la cessione degli npl a soggetti estranei al territorio, bensì la loro gestione in house.

 

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