Cuore & Batticuore: l’eutanasia per bau e miao. Passioni perché fermarsi ?

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                                                        Cuore & Batticuore

Cuore & Batticuore trasfusioni di sangue e d'amore

L’eutanasia per gli amici a quattro zampe

La stampa si occupa spesso, come è giusto, della delicatissima problematica dell’eutanasia. Nessuno parla mai invece della triste vecchiaia, spesso gravata da penosi e dolorosi acciacchi, dei nostri amici a quattro zampe. Ne scrivo perché dopo la straziante agonia del mio amato pastore tedesco di 12 anni,  mi sono reso conto che l’intervento del veterinario che ha posto fine alle sue sofferenze è stato un atto umanitario e d’amore.

All’inizio ero contrario, ma poi ho accolto l’invito del veterinario che mi ha spiegato che le sofferenze di Gordon, il mio pastore tedesco, si sarebbero inutilmente prolungate e che in questi casi l’eutanasia per gli animali d’affezione è ormai la prassi.  Con le dovute differenze ritengo che si tratti di esempi che possano dare un contributo al dibattito e alla riflessione generale.

Sono in ogni caso scelte tremende ma che, nei termini e nei limiti previsti dalla scienza medica, in casi davvero estremi e sempre su espressa e consapevole richiesta degli stessi malati terminali, possono consentire un addio alla vita dignitoso e soprattutto senza inutili, crudeli e atroci sofferenze.

Gerardo

L’uomo è l’unico animale che sa di dover morire, ma non ha ancora risolto il grande mistero della vita e della morte

Cuore-Batticuore

Fermarsi o andare oltre?

Per anni ho vissuto una condizione familiare stile mulino bianco. Una casa, un lavoro, due figli, un marito adorabile e mai avrei pensato di poter provare  un magone allo stomaco, di quelli che ti trattiene il respiro e ti fa mettere in discussione la tua vita sentimentale e di coppia.

Colpa della chimica? Non so. Di certo è che dopo anni di sentirmi completamente appagata dal mio stile di vita, nonché dal rapporto con mio marito, all’improvviso avvertii l’esigenza di cambiare passo e di crearmi uno scrigno tutto mio, nel quale riversare i miei pensieri e i miei desideri nascosti. Un’ occasione lavorativa mi fece conoscere un uomo da cui, nel giro di poco tempo, fui rapita mentalmente. Fisicamente nulla di eccezionale, ma la sua mente, i suoi pensieri, quella “lucida follia” come lui stesso amava definirla, mi avevano spinto nell’abisso dei desideri più reconditi.

Amavo mio marito, ma qualcosa si era riaccesa in me come non mai, qualcosa che aveva rapito non il mio cuore, ma peggio ancora la mia mente, e che scatenava giorno dopo giorno, un turbinio di passioni. Il tutto finì con un bacio, profondo, passionale, di cui ancora oggi conservo il sapore.

Null’altro, per volere di entrambi, ma spesso, nei miei momenti più bui e di sconforto, i pensieri volano a quel fatidico breve istante e tra mille domande e rimorsi di coscienza, per essermi spinta con i pensieri, oltre i canonici desideri, mi chiedo sempre se sia stato un bene fermarsi e non dare sfogo alle nostre pulsioni.

Adele75a@libero.it

Tu chiamale se vuoi emozioni….cantava Battisti.  Generalizzare è impossibile, ma anche minimizzare…

 

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