Governo Meloni appeso a Berlusconi ?

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Governo Meloni appeso a Berlusconi
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Prologo delle tensioni bilaterali nella maggioranza e nell’opposizione, l’elezione dei 4 vicepresidenti, tre questori e otto segretari per ciascuna assemblea parlamentare, delinea le demarcazioni politiche in progress.

Dopo aver tenuto col fiato sospeso il centrodestra le dichiarazioni a ruota libera di Berlusconi, sul ritorno di fiamma per Putin e la rivendicazione del Ministero della Giustizia, sono state ufficialmente ignorate da Giorgia Meloni che ha mostrato di voler tirare dritto e di navigare come suol dirsi di bolina per la formazione di un Governo di coalizione con Lega e Forza Italia. Purché sia un esecutivo a sua immagine e somiglianza formato da Ministri competenti e leali con la Premier.

Governo Meloni appeso a Berlusconi
Recente faccia a faccia fra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi

Senza ansia, ma con la consapevolezza dei numeri della maggioranza già rodata dall’elezione dei Presidenti del Senato e della Camera, la verifica della implicita linea “prendere o lasciare” della leader di Fratelli d’Italia é attesa per le consultazioni di domani al Quirinale. L’entourage del Cavaliere e i vertici filo governativi di Forza Italia sono già impegnati affinché le eventuali esternazioni del Berlusconi-pensiero davanti al Capo dello Stato e al cospetto di Giorgia Meloni e Matteo Salvini siano convergenti e sovrapponibili con quelle degli alleati e offrano assolute garanzie filo atlantiche in tema di politica estera. Non facile, ma non impossibile, affermano gli ambienti parlamentari che tuttavia non scommettono sulla eventuale tenuta dei gruppi di FI in caso di ulteriori scuffiate dialettiche di Berlusconi.

L’incontro fra il leader di Forza Italia e l’ex Magistrato e attuale parlamentare di FdI, Carlo Nordio, candidato al dicastero della Giustizia, ha tuttavia contribuito a riportare il barometro politico a segnare sereno e tempo stabile.

Governo Meloni appeso a Berlusconi
Carlo Nordio

Ben oltre quanto emerso per l’elezione dei Capigruppo, dalla definizione degli organigrammi degli uffici di presidenza di Montecitorio e palazzo Madama, all’interno dell’opposizione si è acuito lo scontro fra Azione da una parte e dem e 5 Stelle dall’altra. Il terzo polo denuncia in particolare quella che considera una “conventio ad escludendum” del Pd e dei grillini per tagliare fuori Azione che ha deciso di  non partecipare al voto. La spaccatura fra le opposizioni che rischia deflagare per l’elezione dei presidenti delle commissioni di garanzia, come quella sull’intelligence del Copasir e la vigilanza sulla Rai, spettanti ai partiti non di governo e che saranno decise dopo il voto di fiducia al nuovo esecutivo.

Dalle elezioni degli uffici di Presidenza della Camere traspare intanto, anche se con qualche eccezione, una sorta di organigramma di massima degli esponenti di partito che non entreranno nel governo. Tranne per Fabio Rampelli, esponente di primo piano di Fratelli d’Italia, candidato a più dicasteri e intanto confermato alla vice Presidenza della Camera, vengono lette cosi le elezioni dei vice Presidenti di Forza Italia, Gasparri, al Senato, e Mulè alla Camera. Ed ancora del leghista Gian Marco Centinaio alla Camera.

Questo il quadro complessivo:

 A Montecitorio i  vicepresidenti  sono Fabio Rampelli con 231 voti e Giorgio Mulè con 217. Per l’opposizione Anna Ascani, in quota Pd, con 138 preferenze, e Sergio Costa, del M5S, con 118.

I questori sono: Paolo Trancassini (Questore anziano), Alessandro Benvenuto (Lega) e Filippo Scerra (M5S).

I segretari sono: Fabrizio Cecchetti, Chiara Colosimo, Giovanni Donzelli, Riccardo Zucconi, Anna Patriarca, Gilda Sportiello, Roberto Traversi e Chiara Braga

Al Senato i  vicepresidenti sono il sottosegretario all’Agricoltura uscente Gian Marco Centinaio, della Lega, con 108 voti, il senatore azzurro Maurizio Gasparri con 90 voti,  e per l’opposizione la senatrice Dem Anna Rossomando, con 63 voti e Mariolina Castellone, del M5S, con 68 voti.

I questori sono: Gaetano Nastri, di Fratelli d’Italia, eletto con 110 voti, Antonio De Poli, Noi Moderati, con 105 voti e il senatore Pd Marco Meloni, con 71 voti per l’opposizione.

Gli otto senatori segretari sono: Antonio Iannone, di FdI, con 89 voti, Erika Stefani, della Lega, 88 voti, Marco Silvestroni, Forza Italia, 87, Andrea Paganella, Lega e Gianpietro Maffoni di FdI, entrambi con 85 voti, e per la minoranza Pietro Lorefice (M5s), Marco Croatti (M5s) e Valeria Valente (Pd), tutti con 68 voti.

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