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Grossman e le pulci che gli fanno le pulci

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by Beatrice Agnello

L’intervista a David Grossman (di Francesca Caferri, Repubblica, 1 agosto) ha scatenato commenti incommentabili, per carità di patria: pullulano esperti di storia, di semantica, di questioni mediorientali, conoscitori dell’opera e della vita di Grossman, campioni di indignazioni morali.Grossman e le pulci che gli fanno le pulci

Questi ultimi sono soprattutto a sinistra, fra chi inalbera la bandiera della Palestina, di cui invoca insieme ai militanti di Hamas l’estensione “dal fiume al mare”.

Il fiume é il Giordano, ma naturalmente non tutti quelli che gridano lo slogan lo sanno, sanno però che il loro urlo é per l’abolizione dalla carta geografica di Israele (anche se il significato dell’espressione é un po’ più ambiguo).

A indignare me é il confronto fra la statura di Grossman, che da sempre ha immaginato una terra di eguali diritti ed eguale dignità, e quella dei commentatori critici, anche perché ormai in pochi fra questi ritengono di dover portare argomenti e in molti di dover esibire i dolori delle loro budella o le loro anime belle (spesso peraltro pance doloranti e anime immacolate coincidono).

Grossman e le pulci che gli fanno le pulci
David Grossman

Prendo in considerazione solo qualche chicca, tanto per dare un’idea di quel che voglio dire. Parto da quel che sinistra non é, da Giuliano Ferrara, che se ne esce con “il genocidio di Israele contro i palestinesi é una vile menzogna per cinici e per allocchi, non esiste un solo palestinese vittima in quanto palestinese”.

Gli si potrebbe chiedere se l’idea di Netanyahu di sterminare Hamas non coincidesse fin dal principio con l’intenzione di sterminare la popolazione di Gaza di cui ovviamente Hamas si sarebbe fatta scudo e fra cui aveva – abbondantemente favorita dalla politica omicida e suicida di una parte di Israele – seminato, sulla base del sentimento di umiliazione, cieco desiderio di vendetta, odio e velleitarismo.

Ferrara conclude che Grossman “si è incartato nella lingua dei suoi nemici, come succede ai poeti”, ma lui é persona troppo intelligente per esporsi al ridicolo di tentare di ridicolizzare un simile avversario e la sua nota è comunque rispettosa, pur nel dissenso, visto che ne elogia un “racconto superbo, tragico e comico precisamente come la vita” e ne afferma “la grandezza poetica”.

Invece Andrea Marcenaro, che altrettanto avvertito non pare, sullo stesso giornale (Il Foglio) deride Grossman tentando un’ironia più pesante: l’uso della parola genocidio “ci induce a pensare che lo scrittore, sarà per ispirarsi, ci dia dentro un po’ troppo col Martini”.

La sa lunga, Marcenaro, sulle abitudini alcoliche del famoso autore e lo sfotte, attribuendone la posizione, dolorosamente più che critica per un ebreo, a qualche bicchiere di troppo.Grossman e le pulci che gli fanno le pulci

Ma chi si sente, lui, l’Andrea, per scrivere di un gigante di sofferta umanità come Grossman (che fra l’altro ha perso un figlio nel conflitto israelo-palestinese) come se fosse un compare del bar sport con cui ha condiviso le serate?

Fin qui siamo sotto la bandiera con la stella di David, ma a quanto pare nel campo del ridicolo si può fare anche peggio, sotto la bandiera palestinese.

Si può scrivere su facebook, come ha fatto una cronista siciliana con marcato sarcasmo, “finalmente il cucciolo si è svegliato”, spiegando che “Grossman non può svegliarsi dopo due anni, dopo ventimila bimbi massacrati… ora è troppo facile”?Grossman e le pulci che gli fanno le pulci

Qui ogni senso delle proporzioni é decisamente smarrito. Se persino il Papa Francesco disse (a proposito di altri argomenti) “chi sono io per condannare…?”, forse anche l’ineffabile cronista potrebbe chiederlo a sé stessa, fra l’altro evidentemente troppo occupata con la cronaca regionale e il presenzialismo mondano per accorgersi che Grossman ha sempre preso posizioni molto nette sul conflitto israelo-palestinese, compresi un libro il cui titolo non lascia dubbi (“Con gli occhi del nemico. Raccontare la pace in un paese in guerra”, 2007); la conversazione con Gad Lerner “Costruire ponti per la pace”, con un’antologia di testi (2007) e il recentissimo, “La pace è l’unica strada” (2024).

Grossman é sempre stato ben sveglio, benché non lo si vedesse in giro per eventi culturali. E “cucciolo”, ci faccia il piacere, lo dica al suo cane.Grossman e le pulci che gli fanno le pulci

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Beatrice Agnello
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Beatrice Agnello, Docente di scrittura narrativa, critica letteraria, scrittrice, curatrice ed editor
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