Il labirinto del Csm e la crisi della magistratura

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Il labirinto del Csm e la crisi della magistratura
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La nomina del Procuratore di Roma si è trasformata in un labirinto del quale ancora non si intravede l’uscita.

La nuova bocciatura del Consiglio di Stato, dopo quella del Tar, rappresenta un altro colpo di maglio alla credibilità del Csm e della magistratura.Il labirinto del Csm e la crisi della magistratura

Al di là delle soluzioni ancora possibili, resta il grave vulnus che comporta una bocciatura cosi emblematica. Un vulnus per il Csm che, sulla risacca del caso Palamara e del marasma delle inchieste concentriche sulle vicende dell’avvocato Amara, coincide con uno dei più dirompenti momenti di crisi della magistratura.

Una magistratura complessivamente sottoposta al fuoco incrociato di attacchi spesso strumentali o, peggio, interessati.

Ma la bocciatura ed il vulnus erano ampiamente annunciati. Se non proprio i verbali della seduta,  basterebbe rileggere le cronache  del 4 marzo 2020, quando il Plenum del Consiglio Superiore, nonostante il fermo richiamo di numerosi consiglieri e degli esperti giuridici alle norme inequivocabili del Testo unico della dirigenza giudiziaria, ha ugualmente proceduto alla nomina del Procuratore Capo della Capitale scegliendo un magistrato di altissime qualità professionali come Michele Prestipino, a discapito tuttavia di altri due magistrati con altrettante indiscutibili qualità professionali, ma soprattutto come attestano il Tar e il Consiglio di Stato con maggiori titoli, come il Procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Lo Voi e il Procuratore Generale di Firenze, Marcello Viola.

Quali adesso le prospettive del Csm per salvaguardare l’attività e la serenità della Procura di Roma, protagonista di inchieste delicatissime che richiedono piena legittimità e continuità decisionale?

In parte, oltre all’eventuale riconferma con una più ampia motivazione della nomina di Prestipino, le soluzioni dipendono ora dai tre protagonisti fra i quali dovrebbe essere nuovamente scelto il Procuratore Capo di piazzale Clodio.

I tempi intanto si allungheranno almeno fino a fine luglio e a Palazzo dei Marescialli, rispetto all’assetto del 2020, inciderà la modifica degli equilibri dopo l’uscita di Piercamillo Davigo e l’elezione della quinta consigliera di Magistratura Indipendente, Maria Tiziana Balduini, la settima donna del Consiglio Superiore della Magistratura, un record.

Nel molto probabile caso di un’analoga sentenza conformativa su Roma del Consiglio di Stato anche per Lo Voi, il Procuratore di Palermo e Marcello Viola dovrebbero decidere se revocare o meno la candidatura presentata per il vertice della Procura Generale di Palermo, vacante da aprile.

Francesco Lo Voi inoltre valuterà se concorrere eventualmente anche alla nomina del nuovo Procuratore Nazionale antimafia e antiterrorismo che subentrerà a Federico Cafiero de Raho, che andrà in pensione il 12 novembre.Il labirinto del Csm e la crisi della magistratura

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