Il lungo addio nazional popolare a Raffaella Carrà

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Il lungo addio nazional popolare a Raffaella Carrà
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L’Italia di Carosello e di Canzonissima, il Paese in bianco e nero di “dadaumpa” e quello a colori di “Ma che musica maestro”, quattro generazioni d’Italia si sono strette in un corale abbraccio televisivo al lungo corteo che si è snodato per la Roma televisiva della quale era e sarà ancora a lungo protagonista Raffaella Carrà.Il lungo addio nazional popolare a Raffaella Carrà

Un’anteprima di funerale nazional popolare, con l’analoga commossa solennità di esequie di stato non ufficiali ed una partecipazione di popolo via etere da “Trieste in giù”.

Dall’auditorium del Foro Italico, agli Studi di via Teulada, al Teatro delle Vittorie, a Viale Mazzini, le ultime soste di Raffaella Carrà davanti ai centri di spettacolo e di potere della Rai hanno conferito all’azienda che per la Carrà è stata sì progenitrice, ma alla fine anche un po’ ingrata, un ulteriore grandissimo contributo di audience e di popolarità.Il lungo addio nazional popolare a Raffaella Carrà

Un contributo di audience destinato a perpetuarsi nel tempo e che rappresenta solo l’anticipo dell’enorme eredità artistica e professionale che Raffaella Carrà lascia alla Rai. Un’eredità apparentemente statica, ma potenzialmente dinamica.

Lo capiranno a viale Mazzini ? Riusciranno a percepire l’importanza di mettere in cantiere concorsi e corsi di formazione per le nuove leve di artisti in grado di raccogliere il testimone di Raffaella Carrà?

Speriamo di si, temiamo di no…Il lungo addio nazional popolare a Raffaella Carrà

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