Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato

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Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato
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Da Socrate al Csm: più di 2500 anni di storia e di valutazioni sul corretto rapporto fra legge e giustizia, che in Italia ancora non trova una adeguata risposta.Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato

Per non avvitarsi nella retorica delle corresponsabilità e dei retroscena, è questa la considerazione più aulica a proposito delle sentenze del Consiglio di Stato che a distanza di pochi mesi hanno annullato, per inosservanza delle norme, le nomine più delicate e rilevanti dei vertici giudiziari decise dal Csm, come quelle della Procura di Roma e dei primi Presidenti della Cassazione.

L’organo di autogoverno della Magistratura non avrebbe cioé ripetutamente applicato coerentemente le leggi. “Come dire: perseverare è diabolico” chiosa Giuseppe Lauricella, Professore di Diritto Costituzionale all’Università di Palermo, già parlamentare e componente della Commissione giustizia della Camera.

Per rimediare, con una corsa contro il tempo il Csm ha convocato per mercoledì 19 il plenum per riconfermare con nuove nomine adeguatamente motivate e legittimate i vertici della Cassazione bocciati dal Consiglio di Stato, in modo da consentire venerdì 21 gennaio la normale inaugurazione dell’anno giudiziario da parte della Suprema Corte.

Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato

Effetti collaterali di rilievo costituzionale?

Sul piano costituzionale non rilevo incongruenze: il Consiglio di Stato, quale organo giurisdizionale di secondo grado della giustizia amministrativa ha giudicato, esercitando il potere che proprio la Costituzione e le norme dell’ordinamento gli assegnano. Se rimaniamo nell’ambito delle motivazioni della decisione del Consiglio di Stato, sembrerebbe che il Consiglio Superiore della Magistratura non abbia seguito e rispettato i parametri e i criteri fissati, oggettivamente, dallo stesso organo di autogoverno della Magistratura. Parametri che il CSM avrebbe disatteso o neutralizzato motivando la nomina, ritenuta illegittima dal Consiglio di Stato, con la “eccezionale professionalità”. Risulta evidente che il Consiglio di Stato ha affermato la lacunosità e l’irragionevolezza delle nomine annullate per un verso per la sostanziale mancata motivazione e, per l’altro, per la “violazione” dei parametri preventivamente assunti dallo stesso CSM. Come in tutti i percorsi concorsuali, i criteri ed i parametri vengono definiti, oggettivamente e preventivamente, proprio per garantirne l’imparzialità ed evitare violazioni o eccessi di potere.

Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato
Palazzo Spada sede del Consiglio di Stato

Ricadute istituzionali e politiche in relazione alla mancata riforma del Consiglio Superiore?

Purtroppo, ancora una volta, ci troviamo di fronte ad atti che sembrano rivelare una sostanziale indifferenza di fronte all’esigenza di rivedere il modo di operare all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura. Ed il temporeggiare della politica – Governo e Parlamento – in ordine alla riforma del CSM e delle conseguenti dinamiche correntizie, aggravano la situazione.Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato

Governo e Parlamento, impegnati nella delicata transizione istituzionale fra l’elezione del Presidente della Repubblica e l’ultimo anno della legislatura, saranno in grado di imprimere una svolta al sistema Giustizia?

Temo di no. Spero, però, che chiunque sarà il nuovo Presidente della Repubblica, anche nella qualità di Presidente del CSM, dia una effettiva e concreta spinta alla riforma. Credo che sia da irresponsabili continuare a temporeggiare senza assumere una posizione ed una decisione su un problema fondamentale per le istituzioni e la stessa democrazia del nostro Paese.

Perché fin dall’unità d’Italia, le leggi e l’amministrazione della Giustizia seguono prevalentemente delle direttrici parallele che raramente combaciano?

Fino ad un certo punto della storia repubblicana si è rispettato l’equilibrio fra i poteri che ha prodotto un sistema di diritto e di garanzie che ha accompagnato la crescita economica, sociale e istituzionale del Paese. Ad un certo punto gli equilibri sono saltati, soprattutto per responsabilità della politica,  e con essi si sono irrigiditi i rapporti tra i poteri e all’interno di ciascun potere. L’aver consentito la contrapposizione permanente ci ha condotti ad un sistema malato, a danno delle istituzioni e dei cittadini.Il naufragio del Csm ribocciato dal Consiglio di Stato

 

 

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