HomeRisvoltiL'Iran interrompe le trattative e bombarda le basi Usa
L’Iran interrompe le trattative e bombarda le basi Usa
Ancora lampi di guerra in Medio Oriente, ma questa volta non è Washington ad attaccare, ma Teheran a lanciare cinque missili balistici contro una base americana in Giordania.
Attacco a sorpresa fallito perché tutti i missili sono stati intercettati, ma che evidenzia come in Iran stia nettamente prevalendo l’ala oltranzista del regime islamico, contrario ai negoziati con gli Stati Uniti. 
Linea dura, risoluta a continuare le ostilità contro gli americani e a proseguire i piani di riamo e di completamento del programma nucleare. Una guerra devastante sulla pelle del popolo iraniano ma che i pasdaran combattono nascondendosi nei bunker sotterranei.
Confermando la prevalenza fondamentalista dei Guardiani della rivoluzione all’interno del regime degli aytollah ,l’Iran ha respinto una proposta avanzata dall’Oman per una divisione equa del controllo dello Stretto Stretto di Hormuz, ed ha attaccato tre petroliere che tentavano di attravesarlo. La rottura con l’Oman scrive il “Wall Street Journal”, ha irritato i negoziatori impegnati negli sforzi di mediazione.
La breve pausa nei combattimenti tra Stati Uniti e Iran, iniziata il 24 luglio scorso, aveva alimentato nuovi sforzi di mediazione, tra cui una proposta per un cessate il fuoco di 10 giorni. Ciononostante, l’Iran ha lanciato ieri sera un attacco a sorpresa con missili balistici contro le forze statunitensi in Medio Oriente, complicando gli sforzi per porre fine al conflitto. 
“La rotta marittima in entrata deve essere interamente sotto il controllo dell’Iran, mentre una parte della rotta in uscita può rimanere sotto il controllo dell’Oman”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, alla televisione di Stato, affermando che Teheran non accetterà la fase successiva dei negoziati con Washington a meno che l’Oman non gli conceda la maggior parte dello Stretto.

A completare il quadro della ripresa delle ostilità in Medio Oriente, Stati Uniti e Arabia Saudita hanno lanciato la scorsa notte un attacco congiunto contro le milizie filo-iraniane in Iraq. Cacciabombardieri americani e sauditi hanno colpito numerosi siti logistici e di armi nel est dell’Iraq, in risposta agli oltre 30 attacchi con droni diretti dai Guardiani della rivoluzione nelle ultime 72 ore alle basi statunitensi. Attacchi che hanno provocato numerose vittime e un nuovo aumento dei prezzi del petrolio.