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ll fondamentalismo islamico scatena la guerra fra Pakistan e Afganistan

Dalle scaramucce, all’escalation, alla guerra a tutto campo. Dopo un botta e risposta di scontri isolati con i talebani protrattosi per mesi, il Pakistan ha bombardato diverse città  dell’Afghanistan, a cominciare dalla capitale, Kabul, e Kandahar ed ha dichiarato “guerra aperta” al limitrofo stato col quale condivide una frontiera di 2670 chilometri.

Secondo il primo bollettino di guerra, diramato dalle forze armate pakistane, sono stati distrutti 74 avamposti afghani ed altri 18 sono stati occupati, uccisi 228 combattenti talebani e 314 feriti negli attacchi.ll fondamentalismo islamico scatena la guerra fra Pakistan e Afganistan

“La nostra pazienza é esaurita. D’ora in poi, sarà guerra aperta tra noi e voi”, ha scritto sui social il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif, segnando definitivamente il passaggio dalle ormai desuete dichiarazioni di guerra consegnate dagli ambasciatori agli attacchi diretti seguiti dalle invettive sulla rete.

“Dopo il ritiro degli Stati Uniti” –  ha aggiunto infatti sui social l’esponente del Governo pakistano –  “ci si aspettava che la pace in Afghanistan sarebbe tornata e che i Talebani si sarebbero concentrati sugli interessi del popolo afghano. Invece hanno trasformato l’Afghanistan in una colonia dell’India. Hanno radunato terroristi da tutto il mondo ed hanno iniziato a esportare il terrorismo. Hanno privato il loro popolo dei diritti umani fondamentali. Hanno tolto i diritti che l’Islam garantisce alle donne”.ll fondamentalismo islamico scatena la guerra fra Pakistan e Afganistan

Storicamente cordiali le relazioni tra i due paesi confinanti si sono violentemente inasprite negli ultimi mesi. Media potenza nucleare e con forze armate di gran lunga più potenti, il Pakistan ha fatto avanzare le sue truppe oltre il confine nei pressi del campo di Omari, che ospita rimpatriati afghani vicino al valico di frontiera e nella provincia di Paktia, mentre le forze afghane hanno risposto lanciando un’offensiva al confine contro le truppe pakistane.

L’ennesimo conflitto locale allarma l’Iran e la Cina, che si sono offerte di mediare, ma anche Russia, Inghilterra e Turchia.

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Soldati pakistani

Pur alle prese con l’incombente minaccia di un attacco americano, il governo iraniano, che condivide un confine orientale con Afghanistan e Pakistan, si é offerto di “facilitare la ripresa del dialogo”. Mentre Pechino ha esortato “entrambe le parti a raggiungere un cessate il fuoco il prima possibile ed evitare ulteriori spargimenti di sangue”.

Invece della de-escalation, la situazione prospetta un’accentuazione degli scontri. La recrudescenza é alimentata dagli attacchi suicidi compiuti contro il Pakistan dall’Isis, una delle ramificazioni più attive del sedicente Stato Islamico, che opera nel Khorasan, al confine fra i due stati.

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talebani

Al ritorno al potere in Afghanistan, i talebani hanno imposto una rigida e intransigente interpretazione della legge islamica, privando donne e ragazze del loro diritto all’istruzione e al lavoro.

Interpretazione oscurantista che si scontra con le aperture occidentali e parzialmente consumiste del Pakistan. L’ennesima guerra fratricida fra tribalismo tradizionalista ed l’evoluzione della concezione islamica, che si inscrive nella  profonda crasi millenaria fra sunniti e sciiti, simboleggiate da ultimo dal terrorismo fondamentalista e dall’intolleranza talebana che sono in definitiva all’origine del conflitto esploso fra Kabul e Islamabad.

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Kabul
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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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