Lucio Brunelli e il diario che da del tu a Papa Francesco

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Lucio Brunelli e il diario che da del tu a Papa Francesco
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P  A  G  I  N  E

Rubrica di critica recensioni e anticipazioni

Lucio Brunelli e il diario che da del tu a Papa Francesco

Questo libro non doveva essere un libro. Doveva essere un diario dei miei ricordi personali di Papa Francesco da condividere con figli, parenti e amici.

Un lascito di memoria da predisporre in tempo, prima di perderla, la memoria. Così ho iniziato a scrivere appena andato in pensione, un anno fa, una paginetta al giorno, nessuna ansia, nessuna fretta.

Avevo da occuparmi anche dell’orto e di altre importanti attività nella mia nuova vita.Lucio Brunelli e il diario che da del tu a Papa Francesco

La scrittura mi faceva compagnia e il racconto mi coinvolgeva. Mentre le dita accarezzavano la tastiera del Pc e le tante situazioni di cui sono stato testimone prendevano lentamente forma nella mente e sullo schermo, mi ritrovavo a sorridere o a emozionarmi.

Perché il rapporto che il buon Dio mi ha concesso di vivere con Jorge Mario Bergoglio ha toccato in profondità la mia vita.Lucio Brunelli e il diario che da del tu a Papa Francesco

Mi avevano già affascinato i primi racconti su di lui, che udii nel lontano 2001: un Cardinale che viveva come un monaco, si muoveva con i mezzi pubblici e sosteneva i preti delle villas miserias, le baraccapoli di Buenos Aires. Poi il primo incontro di persona, a Roma, otto anni prima che diventasse papa. Immaginavo di trovarmi di fronte un uomo di Dio così ascetico e severo da mettermi in soggezione.

Scoprii un sacerdote mite, con il quale veniva facile conversare e confidarsi. A quel tempo ero il ‘vaticanista’ del Tg2, succedeva di incontrare alti ecclesiastici. Ma sentii subito che quell’incontro sarebbe rimasto dentro la mia vita, non solo professionale.

Restammo in contatto. All’inizio soprattutto mail, lui alternava un italiano incerto e il castigliano. Ci vedevamo quando veniva a Roma, a casa di Gianni e Stefania o nella basilica di San Lorenzo, una volta volai con altri amici a Buenos Aires.

Si dialogava sulla Chiesa, la fede che non arrivava più ai giovani, la crudeltà di un’economia fondata sul Dio denaro. Ma non erano solo discussioni intellettuali, con il passare degli anni veniva spontaneo condividere, con pudore, gioie e dolori della vita.

Poi, la sera del 13 marzo 2013, mi toccò annunciare in diretta, da piazza San Pietro, l’elezione del nuovo Papa… E non fu facile controllare l’emozioni. Pensai che forse non ci saremmo più sentiti, con tutti gli impegni e i pensieri di un Papa.

Non fu così. E la cosa ancora mi sconcerta, acuisce insieme il senso di una sproporzionata inadeguatezza e lo stupore di una gratuità.

Ecco, doveva essere solo un diario. Poi l’ho fatto leggere ad alcuni amici che mi hanno convinto a pubblicarlo così com’era.

Ed è diventato un piccolo libro. “Farà bene a chi lo legge”, mi dicono. Speriamo sia così. Non è il bilancio di un pontificato (l’unico bilancio davvero interessante lo farà Dio), tanto meno un’operazione agiografica che farebbe rabbrividire per primo Francesco. Sono alcuni ricordi di cose vissute, raccontati spero con la penna di un giornalista (mestiere che non smetterò mai di amare).

Lucio Brunelli e il diario che da del tu a Papa Francesco

Frammenti di storia che possono contribuire, forse, ad una conoscenza più completa di un Papa molto rappresentato dai media di tutto il mondo ma paradossalmente poco conosciuto nelle sue intenzioni più profonde, in quella fede in Cristo Gesù che prima di ogni altra cosa, con i limiti di ogni uomo, lo muove e lo sostiene.

Lucio Brunelli

(Introduzione al libro, in uscita venerdì 21 febbraio)

maggiemusic@gmail.comChi conosce Lucio Brunelli sa benissimo come, prima da Cardinale e successivamente da Pontefice, George Mario Bergoglio  si è giovato ed è stato  arricchito dall’esempio di onestà intellettuale e dalla profonda fede del giornalista romano. Basta scorrere le prestigiose esperienza professionali di Brunelli per rendersene conto: assistente dello storico Gabriele De Rosa cura l’edizione critica di alcuni volumi dell’Opera Omnia di Luigi Sturzo pubblica articoli e saggi sulla storia del pensiero sociale cattolico. Nel 1983 inizia la carriera da giornalista professionista nel mensile internazionale 30Giorni. Successivamente scrive e collabora con Il Sabato, L’Europeo, Epoca, Il Mondo. Nel 1994 cura un programma a Radio Rai, Momenti di pace che trasmette e commenta in diretta l’angelus del Papa. Nel 1995 è assunto come vaticanista al TG2 dove firma numerosi reportage per la rubrica Tg2 Dossier: La fabbrica dei santi, I segreti di padre Pio, Paradossi siriani, Un sogno chiamato Yemen, Benedetto XVI ritratto inedito, Francesco papa tra la gente, Il mio nome è Francesco. Ha pubblicato le memorie del Cardinale Silvio Oddi nel libro Il tenero mastino di Dio. Nel settembre 2005 ha rivelato sulla rivista Limes i retroscena del conclave che elesse Benedetto XVI basandosi sul diario di uno dei cardinali che presero parte alle votazioni nella Cappella Sistina. Dal  2014 al  2019 è stato Direttore giornalistico delle emittenti della Conferenza Episcopale Italiana, TV2000 e Radio InBlu. “Papa Francesco. Come l’ho conosciuto io” (ed. San Paolo) non è un semplice diario di ricordi basato su colloqui, lettere, telefonate, ma la storia di un’amicizia. Particolari inediti che delineano un ritratto diverso di Francesco. Particolari che entrano in punta di piedi nel mondo interiore di Bergoglio, il Papa che ha avviato per la catarsi della Chiesa. Con risultati già evidenti: in soli sette anni di Pontificato ha attuato più  Concilio di tutti i predecessori degli  ultimi 50 anni, ha spostato la frontiera della fede dall’esercizio del potere all’umiltà, dalla teologia dei peccati altrui ai confini dei paesi sconvolti da conflitti, terrorismo, fame ed epidemie. Una rivoluzione epocale di una Chiesa esemplare, della quale Lucio Brunelli è stato ed è ancora il testimone più immediato e diretto.

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