“Vive la France vive Macron”, applaude l’Europa tirando un grosso sospiro di sollievo per la rielezione del Presidente Emmanuel Macron. Rielezione col 55/58 % rispetto al 42/45% di voti di Marine Le Pen e cioè con un ampio distacco di oltre il 15 per cento di voti in più rispetto all’ “eterna sfidante “.
Da Washington a Londra a Bruxelles, Berlino, Roma e Madrid tutti i commenti a caldo evidenziano come la netta affermazione di Macron rappresenti la conferma della larghissima condivisione dell’opinione pubblica europea e internazionale riguardo alla fattiva solidarietà occidentale nei confronti dell’Ucraina aggredita ed invasa dalla Russia di Putin.
Nella pesante sconfitta di Marine Le Pen si scorgono invece i riflessi dell’ulteriore fallimento dei piani del Cremlino di sostenere con l’apporto occulto delle sinistre Brigate russe del Web, note anche come l’esercito di troll & bot o i Kremlinbots, la candidata populista e dichiaratamente filo putiniana.
L’irraggiungibilità dell’Eliseo per la Le Pen scongiura ogni possibilità per Mosca di incrinare l’unità dell’Europa, rafforzatasi attorno alla solidarietà a Kiev e all’apporto al riarmo dell’Ucraina.
Nonostante l’alta percentuale di astensione, che ha sfiorato il 28%, e il duello più serrato rispetto a 5 anni fa, quando Macron trionfò sempre contro Marine Le Pen con oltre il 66% dei consensi, le difficoltà socio economiche della pandemia e le violente contestazioni dei gilet gialli, il superamento di slancio della rielezione evidenzia la precisa scelta dei francesi a favore della stabilità e della continuità.
Decisivo viene ritenuto l’apporto degli elettori che al primo turno hanno riversato quasi il 20 % dei voti a favore del candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon, leader del rassemblement “La France Insoumise”, l’indomita Francia.


