HomeRisvoltiNegoziati fantasma mentre l’Iran continua a colpire nello Stretto di Hormuz
Negoziati fantasma mentre l’Iran continua a colpire nello Stretto di Hormuz
Come da copione, il regime degli ayatollah dice una cosa e fa tutt’altro. Per usare un eufemismo si può dire, infatti, che nonostante lo stop alla preannunciata nuova offensiva americana, i segnali riguardo all’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran restano contrastanti. In realtà non sarebbero neanche iniziati.
Mentre puntualmente é iniziato anche stamani nel Golfo di Hormuz il tiro al bersaglio dei pasdaran contro le navi in transito.
Il presidente Usa Donald Trump ha riferito che le nuove trattative avrebbero dovuto iniziare ieri e ha definito quella attuale “l’ultima occasione” per Teheran di raggiungere un accordo, sostenendo che i colloqui siano stati sollecitati anche da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.
L’Iran ha però smentito categoricamente, affermando che non é in programma alcun incontro con Washington e che l’unico dialogo aperto riguarda i colloqui con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Da parte iraniana, il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha ribadito che tutti i negoziatori si trovano nel Paese, ad eccezione del ministro degli Esteri Abbas Araqchi, impegnato in un pellegrinaggio religioso in Iraq.
Nel frattempo resta elevata la tensione nello Stretto di Hormuz, snodo attraverso cui transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas.
L’agenzia britannica Uk Maritime Trade Operations ha riferito che una nave mercantile é stata colpita al largo delle coste dell’Oman. Il traffico marittimo continua inoltre a rimanere fortemente ridotto: secondo i dati di Kpler, ieri hanno attraversato lo stretto solo sei imbarcazioni, tra petroliere e navi portarinfuse, una in meno rispetto al giorno precedente. 