Prestipino Procuratore tutti i si e i no del Csm

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Prestipino Procuratore tutti i si e i no del Csm
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Prestipino e il tris dei numeri uno. Tre  magistrati di primario livello professionale e umano: Michele, Franco e Giuseppe, come vengono affettuosamente chiamati dai colleghi del Csm che per mesi si sono confrontati su chi scegliere per la guida della Procura della Repubblica di Roma Michele Prestipino, Francesco Lo Voi e Giuseppe Creazzo

Mai come questa volta il Plenum del Consiglio superiore della Magistratura ha dovuto scegliere fra tre candidati tutti ugualmente meritevoli e capaci di guidare la Procura della Repubblica di Roma, da sempre delicato baricentro giudiziario del Paese.

A maggioranza, e dopo un confronto che ha spesso assunto i connotati della contrapposizione correntizia, le scelta è ricaduta su Michele Prestino Giarritta, 63anni, per il suo valore aggiunto di esperienza e continuità.

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Michele Prestipino Giarritta

Una scelta che in ogni caso fa voltare pagina a Palazzo dei Marescialli dopo il marasma dell’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto  l’ex consigliere del Csm, Luca Palamara e determinato le dimissioni e il ricambio di 5 togati e del Procuratore Generale della Cassazione.

In magistratura dall’età di 26 anni, una vita dedicata alla lotta alle cosche di cosa nostra  e della ‘ndrangheta, da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste su mafia Capitale, il neo Procuratore Capo di Roma  è considerato l’erede di Giuseppe Pignatone del quale raccoglie il testimone dopo aver svolto per 10 mesi la funzioni di ‘reggente’ della procura romana

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Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino

A tratti aspro il dibattito del Plenumn del Csm sulla nomina del nuovo vertice della Procura di Roma,  offre uno spaccato in profondità della dialettica interna della magistratura.

Nella discussione non sono mancate le polemiche sul fatto che si sia scelto l’unico dei concorrenti senza il titolo di procuratore e che la maggioranza l’abbia ritenuto, come scrive nella sua relazione il togato Piercamillo Davigo, il più idoneo soprattutto per la sua conoscenza della realtà criminale di Roma.Risultato immagini per cavanna csm

Nel corso del dibattito in Plenum il consigliere laico Stefano Cavanna (Lega) ha messo in luce come “Prestipino diventa oggi un cavallo di razza”, mentre “prima non lo avevamo nemmeno considerato e non era neppure comparso sul radar”. Secondo Cavanna per le nomine il Csm deve tenere in considerazione i titoli “e quelli di Lo Voi, Creazzo e di Viola – che non c’è in proposta, ed è il convitato di pietra di questa votazione – sono prevalenti”.  Cavanna che ha dato la sua preferenza al Procuratore Capo di Palermo Lo Voi ha sottolineato come “secondo alcuni Prestipino sia il migliore perché gradito dai colleghi e dall’ufficio”, ma “porre a fondamento della decisione questa circostanza farebbe introdurre dal Consiglio una precedente a mio giudizio pericoloso: la cooptazione sostanziale da parte degli aggiunti di una procura di uno di essi per dirigere lo stesso ufficio. È evidente – secondo Cavanna – il rischio di feudalizzazione delle procure”.

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Piercamillo Davigo e il Vice Presiedente del Csm Davide Ermini

Proprio su Viola, il laico Emanuele Basile (Lega) ha scelto invece  astenersi in entrambe le votazioni – affermando che il candidato migliore a suo parere sarebbe stato appunto il Procuratore Generale di Firenze Marcello Viola, non più entrato nella ‘rosa’ finale proposta al plenum mentre era risultato ‘in pole’ lo scorso maggio, nella votazione in Commissione direttivi precedente la pubblicazione delle intercettazioni disposte dai pm di Perugia.

Risultato immagini per cascini csm

Il togato di Area, Giuseppe Cascini, ha espresso “rammarico per l’impossibilità di giungere a una proposta unitaria, soprattutto dopo “quello che è accaduto a maggio” con la vicenda delle intercettazioni. “Abbiamo lavorato in questi mesi cercando di arrivare a una soluzione condivisa e c’è dispiacere per il Csm che l’obiettivo non sia stato raggiunto”, ha detto ancora Cascini, che assieme agli altri quattro consiglieri di Area ha votato per Prestipino. Per Cascini ” nella scelta che noi di Area facciamo oggi, è insito il dovere di valutare anche l’esigenza di restituire serenità all’ufficio”, ed ha  sottolineando come “Prestipino sia la persona più idonea a sanare quella ferita e a restituire serenità all’Ufficio”.

Non manca chi, fra i consiglieri, paventa il forte rischio che la nomina possa essere impugnata davanti ai giudici amministrativi. La togata di Magistratura Indipendente Loredana Micciché ha invocato l’applicazione delle regole del Testo unico della dirigenza giudiziaria, così come interpretate costantemente dal Consiglio di Stato “ non rispettare i precedenti del Consiglio di Stato, che più volte ha detto che l’esperienza direttiva prevale sulla semidirettiva – ha evidenziato Loredana Micciché – significa non avere rispetto della nostra stessa funzione di magistrati eletti da altri magistrati in loro rappresentanza. Magistrati che si aspettano decisioni chiare e prevedibili”

Secondo il togato di MI Antonio D’Amato, “il procuratore Lo Voi è il più idoneo e con questa nomina diamo un esempio a tutti i magistrati italiani. Deve passare un messaggio di rispetto del testo unico della dirigenza giudiziaria, che con i suoi titoli si riempie di sostanza. Lo Voi – ha ribadito D’Amato- è in posizione di vantaggio rispetto agli altri, perché ha svolto funzioni giudicanti, requirenti e ordinamentali, cioè consiglio giudiziario e  Csm, ma è stato anche in procura generale (mentre gli altri no) e con l’incarico presso Eurojust si è rapportato con i paesi Ue, con funzioni di cooperazione giudiziaria e di coordinamento investigativo.”

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Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita

“Sono convinto che non sempre le soluzioni condivise sono le migliori, soprattutto se la condivisione passa anche dall’attivita’ e dal convincimento di un gruppo. Credo che le posizioni personali siano una ricchezza da coltivare nel Csm”, ha osservato il togato indipendente Nino Di Matteo, il quale, alla prima votazione ha sostenuto la candidatura del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, per poi astenersi al ballottaggio (come fatto anche dal togato di A&I Ardita).

Anche Di Matteo ha rievocato in plenum i difficilissimi giorni della scorsa primavera: “Da quelle intercettazioni risulta che parlamentari in carica sottoposti a processo non volevano Creazzo come procuratore di Roma, volevano toglierserlo dai piedi, evidentemente perché ritenuto inaffidabile, e questo lo rende ai miei occhi garanzia di autonomia e indipendenza”.Prestipino Procuratore tutti i si e i no del Csm

 

Fonte: Askanews Adnkronos

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