Social solitudine al tempo del web assediati dai network e lontani da tutti

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Cuore & Batticuore

Rubrica settimanale di posta. Sentimenti passioni amori e disamori. Storie di vita e vicende vissuteSocial solitudine al tempo del web assediati dai network e lontani da tutti

by Roberto Di Simone

“Ognuno sta solo sul cuor della Terra, trafitto dal bip di un messaggio, ed è subito post.”

Caro Salvatore Quasimodo, non sei più attuale, o forse lo sei ancora e più di prima… mah! Insomma, l’avvento della rete e  la diffusione di nuovi Social (Facebook, Instagram, Twitter…) ha rivoluzionato la nostra Vita e il concetto di Solitudine.

Prima dei Social esisteva, infatti, una sola vita, quella fatta di interazioni fisiche, di esperienze vissute insieme, e “insieme” voleva dire essere nello stesso luogo e momento, corpo e anima. Adesso, accanto alla vita reale, fisica, ne esiste una parallela, che diventa preponderante e, per molti, l’unica degna di esser vissuta, l’unica nella quale trovare le gratificazioni che mancano in quella reale, l’unica che permette di essere vissuta senza freni, inibizioni e lacci sociali. Una vita in cui sparisce il senso della solitudine per come l’abbiamo sempre conosciuta. Chiunque di noi saprebbe definire una persona, sola. O almeno ciò era facile, fino a poco tempo fa, ma adesso… come definire una persona che non ha amici reali. O ne ha pochi e nemmeno amici, ma semplici conoscenti … e che, però, può contare su 200, 500, 1000 amici sui social?

Come definire un single che passa dal lavoro a un pomeriggio di tv, uno sguardo dalla finestra di Internet, qualche chat e poi la passeggiata monotona fino al negozietto dove comprare la cena della sera…solo, di quella solitudine che spegne tutto, persino il soffrirne?Social solitudine al tempo del web assediati dai network e lontani da tutti

Eppure…per tutto il tempo che passa tra il sonno e il risveglio, costui non ha cessato di chattare, di inviare e ricevere messaggi vocali, di inserire e ricevere post… immerso in  una bolla di solitudine, che però si libra in un cielo di parole… così fitte e continue  da fargli dimenticare che un abbraccio, un viso e due occhi che ti guardano…una manata sulla spalla, due labbra che ti parlano… lasciano una sazietà che non riesci a provare dopo una nottata intera a guardare e sorridere rivolto a un display.

Incapaci di spegnerlo… per paura del buio… del silenzio… forse per paura di quella solitudine che solo in quel frangente si arriva a provare….

Come drogati in astinenza o assetati sotto un sole estivo, afferriamo quel piccolo totem sul comodino un attimo dopo aver riaperto gli occhi…per sapere se qualcuno ci ha cercato…per avere qualcuno  a cui rispondere…

E com’è difficile sopravvivere a quel sottile languore che ti assale, quando nessun segno di vita anima il display…

Social solitudine al tempo del web assediati dai network e lontani da tutti

Roberto Di Simone Medico presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Vittoria

La social solitudine è quel fenomeno nuovo che ti permette di accasciarti su una panchina, al tavolo di un bar o sul tuo letto, solo, solo da far male, eppure sereno e confortato da quel pigiare i tasti, dimentico di quel che sta attorno al tuo cellulare e alla tua mano, il cui pollice batte vertiginosamente, come fossi il marconista del Titanic…e a pensarci bene, come costui, anche tu stai lanciando il tuo mayday….

“ Eravamo quattro amici al bar ( Facebook, Instagram, twitter ed io..) , che volevano postare il mondo… “ Social solitudine al tempo del web assediati dai network e lontani da tutti

Da “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Màrchez  a  “La solitudine dei numeri primi”  di Paolo Giordano, sono  centinaia di migliaia i romanzi, le commedie, i saggi e le ricerche che continuano a scandagliare questa condizione umana. Solitudine come fuga, difesa o autoanalisi? Al netto di particolari situazioni psichiche, la scelta di stare soli è stata spesso riscontrata anche come una capacità tipica di menti brillanti e particolarmente intelligenti, di personalità capaci e creative. Per Schopenhauer  “chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli”.

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