Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini

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Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini
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Siluro o assist? La notizia del rinvio a giudizio di Matteo Salvini, con l’accusa di aver sequestrato 147 migranti impedendo il loro sbarco nell’estate del 2019, irrompe sul bilancio di una settimana politica che ha comunque visto coprotagonista il leader leghista. Gli effetti stanno già lievitando.Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini

Si capirà dalle reazioni dei partiti, delle istituzioni e dell’opinione pubblica, oltre che dall’andamento del dibattimento, se il processo già fissato per il 15 settembre davanti la seconda sezione della Corte d’assise di Palermo, rappresenterà per l’ex Ministro dell’Interno un vulnus o un volano politico.

In un crescendo di prese di posizioni, valutazioni, smarcamenti e accuse, il rinvio a giudizio di Salvini si è immediatamente sovrapposto al braccio di ferro sulle riaperture e sulla gestione dell’emergenza sanitaria ed alimenta un nuovo fronte di contrapposizione all’interno del Governo, in particolare fra Lega e 5 Stelle, sul rovente capitolo della giustizia.Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini

Contraccolpi per l’esecutivo? Probabili, ma secondo gli ambienti parlamentari non destabilizzanti. Perché gli antagonisti politici dei 5 Stelle, dall’ex Premier Conte, ai Ministri delle Infrastrutture della Difesa e della Giustizia Toninelli, Trenta e Bonafede, ai quali Salvini addebita un concorso nella decisione di non fare sbarcare i migranti, non sono più in carica.

Per il Presidente del Consiglio Mario Draghi, anzi, lo spostamento del focus politico dalle riaperture e dai ristori, ai nuovi fronti dell’immigrazione e della giustizia, potrebbe consentire di concentrarsi sulle comunicazioni di metà settimana prossima al Senato, in vista della trasmissione alla Commissione europea del Piano nazionale di ripresa.Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini

Come conferma anche la svolta giudiziaria di Salvini, Palazzo Chigi e partiti seguono sempre più rotte diverse. Il Governo Draghi è impegnato sul fronte della ripesa economica sulla quale sta incentrando tutta una serie di interventi e di risorse sul modello del new deal col quale il presidente Franklin Delano Roosevelt tirò fuori gli Stati Uniti dalla grande depressione del 1929. Una inedita depressione economica con cause diverse, ma con effetti simili alla crisi globale concentrica provocata dalla pandemia.

Oltre all’orizzonte italiano, Draghi sta incidendo anche sul panorama europeo e internazionale. Evidenti infatti i positivi risvolti che, sulla base dell’esperienza e del prestigio internazionale quale ex Presidente della Bce, il Premier lascia intravedere sulla ristrutturazione dei debiti pubblici dei paesi dell’unione europea.

Europa della quale, come evidenziano a Washigton e a Londra, Draghi viene ritenuto il naturale successore della uscente leadership della Cancelliera Angela Merkel.Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini

Molteplice e fitta di alterne vicende la rotta dei partiti. All’assemblea nazionale del Pd il segretario Enrico Letta ha delineato la necessità di una nuova alleanza politica col Movimento 5 Stelle e la sinistra.

Al Nazareno non si nascondono tuttavia come attualmente il centro sinistra evocato da Letta consista essenzialmente nel Pd e in Liberi e Uguali, mentre organicamente non si intravede ancora la consistenza politica, parlamentare e di leadership dei 5 Stelle.

Il perdurare dello stallo dei grillini e il rimpallo fra le posizioni di Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Vito Crimi Luigi Di Maio ed i gruppi parlamentari, non offre a Giuseppe Conte concreti elementi per esercitare il ruolo di leader all’interno e all’esterno del movimento.Enrico Letta e Giuseppe Conte. Chi sarà il leader? - ExpoitalyOnline

Una situazione che si ripercuote, soprattutto a Roma, sulla scelta dei candidati unitari per il rinnovo delle amministrazioni comunali e che nella Capitale rischia di dividere il Pd e spaccare ulteriormente i 5 Stelle.

Anche se formalmente fanno entrambi parte del centro destra, Forza Italia e Fratelli d’Italia procedono in direzioni opposte. Per gli azzurri al governo prosegue la verifica di una possibile alleanza elettorale col Pd, sulla scia dell’esperienza del  Governo Letta – Alfano, in carica fra il 2013 e il  2014.Tutti i contraccolpi politici del processo a Salvini

Fratelli d’Italia punta invece decisamente a tesaurizzare in termini di voti e seggi parlamentari, sfruttando anche le contraddizioni e le difficoltà della Lega, il monopolio dell’opposizione al governo di unità nazionale.

Per Giorgia Meloni, la negazione della Presidenza del Copasir da parte della Lega alla lunga potrebbe apportare più vantaggi che svantaggi e provocare più complicazioni che rendite di posizione per Salvini.

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