Volt generation l’antidoto dei giovani al sovranismo

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Volt generation l’antidodo dei giovani al sovranismo
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I volt che accendono una nuova speranza europea

Volt non è un acronimo, una sigla, ma il nome dall’impatto immediato del movimento che si autodefinisce “ progressista e paneuropeo” creato dai giovani per dare una scossa all’Europa, come suggerisce il simbolo del potenziale elettrico.

Protagonisti della fondazione di Volt, nell’agosto del 2017 ad Amsterdam, sono i 30enni Andrea Venzon, italiano,oggi presidente di Volt Europa, la francese Colombe Cahen-Salvador, e il tedesco Damian Boeselager, che si dicono sconvolti  dalla Brexit, dalla vittoria di Trump e dall’implosione del centro sinistra in Italia.

Volt generation l’antidodo dei giovani al sovranismo
I fondatori di Volt: Andrea Venzon, Colombe Cahen-Salvador e Damian Boeselage

Il volto di Volt è quello degli oltre 400 attivisti e simpatizzanti, età media 35 anni, che hanno partecipato a Firenze al primo congresso di Volt Italia per dare il via alla raccolta delle 150 mila firme necessarie per poter presentare le liste nelle cinque circoscrizioni italiane.

In tutta Europa i Volters, come sono stati subito definiti, sono già oltre 20 mila. Il loro Vangelo è la Dichiarazione di Amsterdam che in estrema sintesi afferma che “Volt è un movimento progressista, perché guardia al progresso come l’unica via di uscita per rilanciare l’Unione Europea. Paneuropeo, perché é forza unica con una direzione strategica continentale poi declinata nei singoli stati. Il modello di destra e sinistra è oggi superato, e le ideologie alla base di questa suddivisione sono esse stesse superate. La politica ha disatteso le promesse di una vera partecipazione per i cittadini. Ha escluso dalle decisioni gran parte della società, giovani e donne prima di tutti. Noi di Volt abbiamo in mente una politica diversa, un’Europa diversa, più equa, partecipata, economicamente e politicamente coesa”

Volt generation l’antidodo dei giovani al sovranismo
Andrea Venzon

L’entusiasmo del Volters  non ha lasciato indifferente la politica italiana, che è andata a rendersi personalmente conto al Congresso fiorentino di Volt delle capacità del nuovo movimento europeo con l’ex ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, col Segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli, con  Marco Cappato di Più Europa, Roger Abravanel, saggista, Marcella Mallen, presidente di Prioritalia, Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Giorgio Anselmi, presidente del Movimento Federalista Europeo.

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Federica Vinci

“Stiamo partendo – ha spiegato la Presidente di Volt Italia, Federica Vinci, – dall’ascolto in ogni strada, in ogni piazza, in ogni città, ovunque, perché soltanto ascoltando possiamo comprendere i problemi dei nostri cittadini e delle nostre città, soltanto ascoltando e comprendendo i problemi possiamo arrivare insieme a delle soluzioni. Siamo in Volt perché vogliamo creare un nuovo concetto di cittadinanza che sia europea, ma che sia anche attiva e responsabilizzata, che riparta dalle azioni, dalle buone pratiche, dalle soluzioni concrete per il nostro futuro”. La speranza c’è, attende soltanto i volt necessari per illuminarla…Volt generation l’antidodo dei giovani al sovranismo

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