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Il leggendario de Gaulle resiste e vince in due tempi anche al cinema

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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

Spielgerg e Milani film a confronto

Recensito, criticato e acclamato sulla stampa mondiale più o meno come “L’Odissea” di Christopher Nolan, “La battaglia de Gaulle”,  grandeur oblige, é un kolossal in due film che sintetizza la storia di una chimera, quella della Francia libera, che diventa realtà. Per Le Figaro   “è un kolossal come quelli che gli americani non fanno più. O come quelli che i francesi non hanno mai fatto. In amore e in guerra tutto è lecito. Ed  il film ha sia respiro che sentimento”. Ma il film di Antonin Baudry é di gran lunga superiore al kolossal agiografico concepito per eccitare l’orgoglio nazionale e affollare le sale cinematografiche. De Gaulle non é un santo, é un soldato. Un eroe, un eroe vincitore, come sottolinea la cronaca e la recensione di  Le Monde Il leggendario De Gaulle resiste e vince in due tempi anche al cinema

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by Michel Guerrin

Sarà Charles de Gaulle ad avere l’ultima parola grazie a un improbabile colpo di scena, un segreto che sembra custodire?

Non è impossibile. Stiamo parlando dei due film sul leader della Francia Libera, attualmente nelle sale, incentrati sulle sue azioni durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nei giorni successivi all’uscita del primo film, il 3 giugno, la questione sembrava chiusa: un flop, un disastro industriale, dicevano. Un crollo dopo le riprese di un film apocalittico, con parte della troupe che ha abbandonato il progetto a metà lavorazione. E poi, per un colpo di fortuna, il film si è ripreso, dando inizio a una rimonta che ha spinto il secondo film in una spirale di successo. Il leggendario de Gaulle resiste e vince in due tempi anche al cinema

“La battaglia di de Gaulle.  L’età del ferro” di Antonin Baudry , che narra gli anni 1940-1942, ha registrato circa 380.000 spettatori nella prima settimana, ben al di sotto del milione previsto per una saga in due parti costata circa 80 milioni di euro, o anche di più. Nella seconda settimana, il film ha perso il 40% del suo pubblico, aggravando ulteriormente il disastro. Durante la terza settimana (17-23 giugno), il film ha stranamente iniziato a risalire (+17%).

La casa di produzione e distribuzione Pathé ha quindi giocato la sua carta vincente, anticipando di una settimana l’uscita del secondo capitolo,  “La battaglia di de Gaulle. Scrivo il tuo nome”,  a venerdì 26 giugno, per sfruttare i quattro giorni della Festa del Cinema (dal 28 giugno al 1° luglio)  e i relativi biglietti a 5 euro.

Il miracolo è avvenuto: durante la quarta settimana, il primo film ha registrato un aumento del 114% degli spettatori rispetto alla settimana precedente. Si sta avvicinando ai 2 milioni di spettatori. E la sinergia con il secondo film sta funzionando alla grande.Il leggendario de Gaulle resiste e vince in due tempi anche al cinema

“Quello che sta succedendo è eccezionale “, conferma Eric Marti del sito specializzato Comscore France, che elenca le possibili spiegazioni. Con l’ondata di caldo, la gente si è riversata nelle sale cinematografiche climatizzate . Due film, ciascuno della durata di due ore e quaranta minuti, sono solitamente uno svantaggio, ma trascorrere più di cinque ore al fresco è diventato un vero piacere. “De Gaulle mi ha salvato “, ha dichiarato uno spettatore a Le Parisien il 25 giugno.

La Fête du Cinéma ha certamente giocato un ruolo importante. Così come la qualità: le valutazioni del pubblico sui siti web specializzati sono entusiastiche e le recensioni dei media sono eccellenti. Il passaparola è fondamentale per questo film, poiché una parte significativa del suo pubblico raramente va al cinema. Nelle sale durante il fine settimana, gli spettatori vivono in prima persona lo svolgersi del dramma, reagendo con entusiasmo e applaudendo alla fine. La fascia d’età 20-30 anni è presente in massa, dato che Pathé si è avvalsa della collaborazione del popolare YouTuber Inoxtag per cercare di “dare una scossa” al grande Charles de Gaulle.

Il film ha tutta l’estate davanti a sé. E sta vendendo molto bene all’estero, soprattutto in Cina. Alla fine, il risultato sarà buono, eccellente, eccezionale?

È impossibile dirlo in questa fase, soprattutto perché il risultato è un prototipo alquanto insolito: due parti che si susseguono, ma la seconda si può vedere prima della prima; cinque ore, ma non ci si annoia; personaggi storici presentati in brevi scenette come in un fumetto; non un vero e proprio biopic incentrato su un eroe, ma piuttosto un film storico sostenuto da una galassia di personaggi forti; un dramma costante, ma anche situazioni comiche portate in vita dal duo de Gaulle-Churchill; azione, ma meno che in alcuni blockbuster americani; due film costosi per il cinema francese, ma ben lontani dai 250 milioni di dollari (218 milioni di euro) di “Odissea” di Christopher Nolan , in uscita il 15 luglio.

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Il confronto cinematografico fra Winston Churchill e il Generale de Gaulle

L’incredibile rinascita dei film su de Gaulle riflette il paradosso insito nell’eroe della Francia Libera: é onnipresente negli spazi pubblici – strade, piazze, scuole, aeroporti – nei programmi scolastici, incarna la nostra Costituzione, funge da bussola per i partiti politici, eppure è in gran parte assente da film e serie televisive, indubbiamente perché la sua figura è intimidatoria, immobile come una statua del comandante, priva di emozioni o spigolosità, già teatrale nella vita reale. L’esatto opposto di Churchill, una star del cinema.

Come fare breccia in una figura ammirata ma impopolare? La risposta sta nel distruggere la sua immagine istituzionale attraverso la caricatura: ritrarre un de Gaulle che non scende mai a compromessi con il protocollo, pur non essendo ancora al potere, trasformandolo così in un Don Chisciotte stravagante e alquanto ridicolo.

La seconda parte mostra che de Gaulle non é nulla senza due figure che, insieme a lui, incarnano la resistenza alla resa: Jean Moulin (Félix Kysyl) e il generale Leclerc (Niels Schneider).

Questa scelta rispecchia la convinzione di Jérôme Seydoux, capo di Pathé, maturata durante la pandemia di Covid-19: il cinema francese deve coltivare un filone di film epici e di ampio respiro, incentrati su figure gloriose e cavalleresche che definiscano la nostra identità nazionale ed esprimano l’orgoglio francese. Una sorta di progetto in stile Bolloré, ma puramente industriale, non ideologico. Si trattava de I tre moschettieri in due parti (2023), di Martin Bourboulon, e poi de Il conte di Montecristo (2024), di Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière, quest’ultimo film che ha raggiunto 9,4 milioni di spettatori.

Il leggendario de Gaulle resiste e vince in due tempi anche al cinema
Lo storico proclama col quale il Generale de Gaulle rifiuta di accettare la resa della Francia firmata da Petain e annuncia l’inizio della resistenza contro il nazismo, diramato da Londra dai microfoni della Bbc.

E ora de Gaulle, che, si potrebbe dire, fa la sua comparsa nella Francia del 2026: resistenza, indipendenza nazionale, sacrificio, probità e grandezza dello Stato sono tutti temi rilevanti. Anche alcune scene specifiche sono significative, ad esempio quando il presidente americano Franklin Roosevelt intende spartirsi la Francia una volta sconfitti i nazisti, pronunciando la frase: “Un giorno, gli Stati Uniti daranno lezioni al mondo intero”. Mathieu Kassovitz, che interpreta l’ammiraglio Darlan, è ancora più diretto: “De Gaulle aveva un bel paio di palle, ed è proprio questo che manca alla vita politica di oggi” ( Marianne, 2 giugno).

Eppure, almeno finora, il film rimane un film, che racconta la propria storia, senza sconfinare nella sfera politica. Nessun partito se ne é appropriato. La sua forza sta nel fatto che tutti possono farne tesoro, sia coloro che combattono la mentalità del “non si può fare nulla”, sia coloro che condannano la minima rinuncia alla sovranità. Per questo motivo, il film merita di essere proiettato nelle scuole francesi per sensibilizzare i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Questo pubblico adolescenziale, che accorre alle sale cinematografiche per i blockbuster, è senza dubbio quello di cui La Battaglia de Gaulle ha bisogno per passare da successo a fenomeno sociale.Il leggendario de Gaulle resiste e vince in due tempi anche al cinema

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