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#Amministrative: anatomia del voto

Amministrative: anatomia del voto

Amministrative anatomia del voto E’ iniziata la Renzi-exit? Al Nazareno sperano di no, a Bruxelles temono di si, a Roma si tessono con discrezione i fili di leadership alternative. Essenziale comunque scavare fra le macerie del disastro del Pd nella Capitale e a Torino, individuare le cause della faglia grillina  che  ha sbriciolato pilastri portanti e della voragine partenopea che oltre allo storico arco costituzionale ha inghiottito anche i 5 Stelle.

L’onda d’urto delle amministrative  rischia di  propagarsi fino al referendum costituzionale di ottobre ed   è talmente dirompente che potrebbe avere irrimediabilmente incrinato anche la legittimità del Parlamento eletto nel febbraio del 2013, in un altra era politica  e generazionale.

Fra i molti dati  da analizzare spicca infatti anche  la web-selezione di candidati 30enni,  Raggi, Appendino, che bucano il video e sbaragliano  50 e 40enni come Giachetti e Meloni.

Amministrative anatomia del voto
APPENDINO E RAGGI
  • PD

Il referendum è la linea del Piave. L’elaborazione delle cause e degli affetti della Caporetto del 19 giugno è appena iniziata. Matteo Renzi proverà a cambiate tutto:  gli assetti di partito, il Governo, abbasserà sul serio le tasse, incentiverà le assunzioni e proverà a introdurre l’assegno di mantenimento per i giovani in cerca di lavoro. Provare è il verbo chiave. Da coniugare assieme a riuscire e a governare.

  • CENTRODESTRA 

Nonostante la sconfitta di Milano, Stefano Parisi ha dimostrato di essere in grado di unificare in un nuovo rassemblement la galassia degli orfani di Berlusconi, Fratelli d’Italia, i centristi di Alfano, Cesa e gli eredi di Mario Monti e ultimi giapponesi di Scelta Civica.  Obiettivo arrivare al ballottaggio con il Pd di Renzi, o di chi per lui. Le amministrative hanno evidenziato infatti che i 5 Stelle dilagano dove il centro destra non si compatta e vengono ridimensionati a prefissi telefonici dove  si ripropone il bipolarismo, come a Milano e Napoli. Ostacoli da superare: i ruoli di  Alfano, Berlusconi, Meloni  e Salvini.

Nonostante vantino in proporzione più ministri e sottosegretari che voti, i prevedibili mal di pancia degli esponenti dell’Ncd  saranno leniti con abbondanti dosi di promesse di ruoli governativi.

Superati i postumi operatori l’ex Cavaliere dovrà decidersi tra il ruolo del padre nobile o quello di Urano, che fra gli dei dell’Olimpo era l’unico che divorava i propri figli.

Problematici ma decisivi gli apporti di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che ha dimostrato di avere un peso specifico elettorale e un radicamento a Roma,  Milano e nel centro sud. Fra il costruttivo Parisi e il distruttivo  Salvini,  la leader di FdI sceglierà il primo, a meno di non essere costretta a restare alleata del secondo.  Uscito sonoramente sconfitto in termini di voti di lista a Milano, Torino, Roma e, molto meno, a Bologna, il leader della Lega è stato penalizzato anche dall’alleanza a perdere con i 5 Stelle che a Roma e a Torino  hanno incassato i voti leghisti ma non li hanno ricambiati a Milano e Bologna.

  • CINQUE STELLE

La selezione sulla rete dei candidati, 30enni, telegenici, preparati e affabulatori sarà incrementata e soprattutto incentrata sui professionisti. Il brain trust grillino sta selezionando e corteggiando in tutta Italia magistrati, avvocati, medici, ingegneri, docenti. La formula  Appendino & Raggi rappresenterà il punto di forza delle liste alle politiche. Grillo e Casaleggio junior puntano vincere  il referendum di ottobre, ma non a scardinare governo e maggioranze parlamentari, in modo da preparare con cura ed ipotecare le elezioni del 2018.

 

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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