Banconote e santini: il cupolone della corruzione

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Banconote e santini: il cupolone della corruzione
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Rubrica di critica recensioni anticipazioni

I cardini del pensiero Socrate Buddha Confucio Gesù

by  Antonino Cangemi

Ricchezze e santità? metà della metà ! sostiene il detto popolare, ma spesso nei dintorni del Cupolone la realtà supera la fantasia e le fiction, ed anche i risvolti più rocamboleschi e i coup de théâtre più clamorosi, impallidiscono dinanzi a contesti per nulla frutto di immaginazione come gli scandali nella gestione dei fondi segreti del Vaticano.Banconote e santini: il cupolone della corruzione

Raccontarli è già un thriller accattivante per lettori avidi di intrighi e cospirazioni. Mario Gerevini e Fabrizio Massaro, giornalisti esperti di finanza del Corriere della Sera e autori di libri d’inchiesta, col loro recentissimo (in libreria dal 13 maggio) “I mercanti nel tempio. Inchiesta sull’Obolo di San Pietro e i fondi riservati del Vaticano” edito da Solferino hanno passato al setaccio le oscure vicende finanziarie della Santa Sede.Banconote e santini: il cupolone della corruzione

Grazie a ricerche e indagini durate 18 mesi, hanno ricostruito fatti e misfatti, svelato verità occulte, tolte le maschere ad autorità ecclesiastiche e ad alti funzionari del Vaticano svelandone l’assai ambigua identità. E se leggendo le 256 pagine del saggio ci si immerge in un “giallo” finanziario appassionante, si è tuttavia consapevoli che l’intento degli autori non è stato quello di suscitare suspense e moltiplicare tensioni per accadimenti assordanti già di per sé, ma di smantellare un sistema di corruzione e di affarismi tutt’altro che edificanti, come nella migliore tradizione della pubblicistica d’inchiesta.

Tutto ha inizio nell’ottobre del 2018 quando i magistrati del Vaticano, col beneplacito di papa Francesco, perquisiscono la Segreteria di Stato, fulcro del potere finanziario del Vaticano. L’accesso alla Segreteria di Stato, e in particolare alla Sezione Affari Generali, gelosamente retta per decenni da monsignor Giovanni Angelo Becciu con i fondi riservati affidati a un altro alto prelato, monsignor Alberto Perlasca, era stata sempre ostruita malgrado i tentativi di Ratzinger e di Bergoglio di fare luce su gestioni opache e sospette.

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Bergoglio e Ratzinger

L’indagine scopre un investimento di 200 milioni in un palazzo di Londra. Facile fiutarne gli interessi che ne stanno alla base. Come gli intrallazzi del Pio albergo Trivulzio aprono il sipario sugli scandali di “Mani pulite”, quell’ ”affare” che puzza di allegre amministrazioni delle casse del Vaticano fa da apripista a una investigazione rivelatrice di intrighi di portata non inferiore ai “buchi neri” della politica italiana scandagliati dai magistrati milanesi negli anni ’90.

Scoperto un ”altarino” (e l’espressione metaforica qui calza a pennello), se ne scoprono tanti altri: affari e finanziamenti internazionali sensazionali e incredibili, persino con personaggi lontani dalle sfere del Vaticano come Lapo Elkann e Elton John, ma si sa: “Pecunia non olet”.      Banconote e santini: il cupolone della corruzione

Papa Francesco non usa mezzi termini: parla di corruzione e offre il suo impulso e sostegno ad approfondire le indagini. La sua determinazione nel fare chiarezza sui conti del Vaticano è chiara, come chiare sono le difficoltà tra le quali si muove in un contesto inquinato tra molti faccendieri e “mercanti” senza scrupoli che profanano il sacro. E tanti misteri rimangono ancora: malgrado quanto emerso, occorrono altri atti di coraggio per rendere davvero trasparenti le casse del Vaticano.

“I mercanti nel tempio” è uno di quei libri che si leggono con partecipazione e interesse particolari. Non solo per ciò che svela tramite ricerche documentate frutto di consultazione di diverse fonti – tutte debitamente accertate data la delicatezza delle denunce -, ma anche per la scorrevolezza di una scrittura limpida, che se da un lato non amplifica i toni della narrazione, dall’altro tiene sempre desta l’attenzione dei lettori che non si smarriscono nel ginepraio dei tanti aggrovigliati avvenimenti. E’ il segreto della saggistica investigativa di qualità.Banconote e santini: il cupolone della corruzione

 

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