Centrodestra: molti rilanci nessuna svolta

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Centrodestra molti rilanci nessuna svolta
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Molti rilanci nessuna svolta. Si conclude con una definizione più diplomatica che politica il vertice del centro destra che, settimana dopo settimana e sondaggio dopo sondaggio si era caricato di molte aspettative.

In particolare sulle candidature per Roma , per il poker delle principali città e sulla presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per il controllo dei servizi d’intelligence.Gli Orazi e i Curiazi del Centrodestra

Al netto del fair play e dei sorrisi di circostanza fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni è andata in scena la tattica di cercare di intuire le intenzioni dell’interlocutore senza scoprire le proprie.

“Il centrodestra” – sottolinea la nota congiunta – “correrà unito in tutte le città che andranno al voto: sul tavolo ci sono molti profili, alcuni inediti che si sono fatti avanti recentemente. Proprio per questo ci sarà un altro vertice a breve, dopo alcuni approfondimenti sugli aspiranti sindaci più interessanti.”  Dietro l’apparente stallo si tratta cioè sui nomi e sulla candidature.

I nomi più accreditati sono quelli dell’avvocato e Professore di diritto all’Università di Cassino Enrico Michetti, 55 anni, diventato molto popolare per gli editoriali trasmessi da una radio privata, indicato da Fratelli d’Italia per Roma; della Presidente di Federfarma Lombardia Annarosa Racca , indicata dalla Lega per Milano; del Magistrato Catello Maresca per Napoli, e quello del capogruppo di Forza Italia alla Camera Roberto Occhiuto per la  Presidenza della  Regione Calabria.

In attesa della composizione del mosaico sulle candidature per la Capitale, Milano, Napoli, Bologna e Torino e degli altri capoluoghi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si limitano a dire : “siamo in dirittura d’arrivo”.

Dopo settimane di tensioni e interviste ping-pong, tutto il fronte del centrodestra sta comunque riprendendo ad avanzare compatto per decidere non soltanto le candidature per le amministrative e regionali a cominciare da Campidoglio. Calabria e Lazio, ma anche  le nomine di Cda e governance della Rai e delle grandi società partecipate del calibro di Enel, Eni, Leonardo, Fincantieri, Italgas, Cassa depositi e Prestiti, Poste Italiane, Saipem, Snam, Terna  ecc.

Centrodestra molti rilanci nessuna svolta

Con Giorgia Meloni lanciata in corsia di sorpasso sulla Lega, la candidatura per la Capitale assume una valenza decisiva in grado di far compiere a Fratelli d’Italia un ulteriore balzo in avanti, non più soltanto nei sondaggi quanto fra gli elettori e nell’opinione pubblica nazionale.

Constatazione che spinge Salvini a propendere per Roma ad una candidatura se non proprio leghista o di Forza Italia quanto più neutra possibile, non identificabile con FdI.

Se passa questa ipotesi Giorgia Meloni potrebbe scegliere il candidato alla Regione Lazio. Ma in ogni caso a Roma l’eventuale nuovo sindaco del centrodestra sarebbe incapsulato, per usare un eufemismo, in una maggioranza monopolizzata da FdI.

La profonda spaccatura del centrosinistra, con la doccia fredda della bocciatura grillina di Nicola Zingaretti, l’ufficializzazione per il Pd della candidatura di Roberto Gualtieri, l’ostinato tentativo della sindaca uscente Virgina Raggi di proporsi per la rielezione e il ruolo crescente dell’indipendente Carlo Calenda, se controbilanciate con la scelta di un candidato catalizzatore offre al centrodestra, se non altro, un vantaggio di posizione. Con un prevedibile bonus di un ballottaggio che per il centrosinistra si preannuncia velenoso, da tutti contro tutti.

Ma a Roma e a Milano il candidato o la candidata del centrodestra in grado di catalizzare voti e consensi ancora non c’é. Un’assenza che logora la Lega e pone Fratelli d’Italia sulla riva del fiume. Non si capisce ancora bene in attesa che passino il Pd e 5 Stelle oppure la Lega. O forse tutti e tre, come nella leggenda degli Orazi e i Curiazi…Gli Orazi e i Curiazi del Centrodestra

 

 

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