Cani randagi: la carica dei 5 miliardi

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cani randagi: la carica dei 5 miliardi
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cani randagi: la carica dei 5 miliardiLatente e trascurato, il randagismo costa decine di vite umane e oltre 5 miliardi l’anno allo Stato. Anche se non sempre vengono pubblicate sulle pagine nazionali di quotidiani e on line, le cronache locali riportano spesso i resoconti delle aggressioni compiute da cani randagi. L’ultimo caso, destinato purtroppo a diventare il penultimo e così via, è del 15 novembre e riguarda una anziana signora azzannata e ridotta in fin di vita lungo la litoranea di Salerno. L’ aggressione avviene a pochi giorni dal decesso di Pasquale Malafronte, un 78enne di Castellammare di Stabia sbranato da due cani a Battipaglia.cani randagi: la carica dei 5 miliardiPer arginare un fenomeno dilagante, che costa ingenti risorse pubbliche è stata proposta l’introduzione di una tassa comunale annuale da far pagare ai proprietari che non fanno sterilizzare i propri cani. “Il randagismo” – spiega il parlamentare del Pd Michele Anzaldi, che ha proposto l’emendamento ammesso dalla Commissione Bilancio- “rappresenta un problema sentito dal punto di vista etico ed é anche un grave problema economico”.

Michele Anzaldi
Michele Anzaldi

Per rendersi conto delle dimensioni che l’emergenza sta assumendo basta prendere in esame qualche cifra:i cani ufficialmente censiti in Italia sono oltre 7 milioni e mezzo, il 10% dei quali randagi, cioè 750.000 esemplari, con una crescita di circa 100mila animali all’anno. Nei canili ogni esemplare costa al comune da 3 a 8 euro al giorno, cioe’ 1000-3000 euro all’anno. E non è tutto, perché questa cifra riguarda esclusivamente la retta che i comuni pagano ed esclude altri costi, come personale, gestione ecc. gravano su altri capitoli di spesa. Non vengono considerati, inoltre, i bandi straordinari, le spese del  servizio sanitario nazionale per anagrafe, sterilizzazioni, profilassi, farmaci, visite, test e cure di malattie, antiparassitari. Secondo una proiezione dai dati ufficiali esistenti, la gestione dei 750mila cani randagi in Italia costa quindi alle casse pubbliche circa 5,25 miliardi all’anno. “L’emendamento rappresenta – sottolinea l’on Anzaldi- una proposta concreta per promuovere la cultura della sterilizzazione ed evitare che centinaia di migliaia di cani debbano finire nelle ‘prigioni’ dei canili e se si procede con la sterilizzazione, certificata dai medici veterinari abilitati ad accedere all’anagrafe regionale degli animali d’affezione – aggiunge il parlamentare – non si sarà tenuti a pagare il contributo”cani randagi: la carica dei 5 miliardiUnanime il consenso delle associazioni animaliste. Per Antonio Morabito, responsabile nazionale Fauna e Benessere animale di Legambiente “E’ urgente avviare il percorso virtuoso per chiudere questa vergogna e grazie all’onorevole Michele Anzaldi, che ha presentato uno specifico emendamento, ponendo in discussione il tema ed offrendo una possibile soluzione, la Legge di stabilità in discussione può compiere il primo, fondamentale, passo: autorizzare i Comuni, Enti locali espressamente
delegati dalla norma vigente, a poter deliberare, con tutte le accortezze e attenzioni alle diversità presenti nel proprio contesto sociale e territoriale, gli strumenti idonei a ridurre la percentuale di
cittadini che sono fonte di questo fenomeno, così da eliminare il randagismo ed i suoi pesanti costi etici ed economici.”

  • In che modo Legambiente seguirà e supporterà l’iter parlamentare dell’emendamento Anzaldi?

“Abbiamo chiesto al Premier ed ai Parlamentari di porre attenzione a questo aspetto, che potrebbe apparire secondario rispetto ai grandi temi  che agitano questo momento storico, ma che come tutte le cose che  possono essere risolte merita di essere risolto aiutando ad aumentare la fiducia nelle istituzioni (oggi enormemente incrinata anche dalle tante cose considerate erroneamente minori e pertanto lasciate irrisolte, quindi sempre più aggravate). E’ importante che Governo e Parlamento aiutino a trovare soluzione al problema: non serve un contentino economico mettendo pochi soldi nello specifico fondo per il randagismo del Ministero della Salute, ma una semplice modifica di norma che rimetta al centro chiari incentivi alla sterilizzazione di cani e gatti e netti disincentivi per chi non pone attenzione a questo aspetto.”

  • Quali gli aspetti sommersi dell’emergenza randagismo?

“L’ultima stima disponibile circa il numero di cani e gatti presenti in Italia si aggira intorno ai 30 milioni di animali, è quindi sufficiente una percentuale inferiore al 30% dei cittadini che non pone attenzione a queste due semplici azioni per lasciare aperto un varco enorme, una voragine, che diviene la sorgente da cui generano migliaia di meticci che non trovano casa, subiscono sofferenze enormi e producono, loro malgrado, costi esponenziali insostenibili. Parte di loro è causa di incidenti stradali, muore in strada e molti vedono il mondo solo attraverso le gabbie dei canili.Da tutti i rapporti nazionali sul fenomeno, compreso il rapporto Animali in Città di Legambiente, emerge come sterilizzazione e anagrafe canina siano le chiavi fondamentali per superare il randagismo ed emerge che i cittadini che amano ed hanno cura dei propri amici a quattro a zampe siano attenti ad anagrafarli e sterilizzarli, anche e soprattutto per il loro benessere e la loro sicurezza. Anzi tutti chiedono l’attivazione di un’anagrafe nazionale efficiente che consenta di rintracciare tempestivamente i loro amici laddove fossero stati persi in qualsiasi regione italiana.”

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