Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi

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Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi
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by Adriana Piancastelli 

Il fenomeno delle persone che scompaiono, ovunque nel mondo, è come l’acqua che scorre: non conosce sosta.

In ogni parte della terra esistono individui di qualsiasi età che per volontà propria, cause di forza maggiore, volontà altrui o decisioni disperate, sono inghiottiti nella voragine di un silenzio inquietante che è tra le sofferenze maggiori di chi resta, denuncia una scomparsa, non riesce neppure a piangere una morte certa ed è condannato ad un’attesa perenne, senza rassegnazione.Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi

Degli scomparsi, bambini, minori, adulti fragili,  anziani smarriti, spesso non restano tracce: telefonini staccati, nessun pagamento elettronico, testimonianze non sempre nitide di avvistamenti fugaci.

E se in Paesi Esteri – come gli USA – le ricerche sono sollecitate e curate per lo più da associazioni e fondazioni private, l’Italia è riuscita a dotarsi di un sistema strutturale e strutturato di raccordi in grado di promuovere sinergie istituzionali tra investigatori, psicologi, familiari ed enti diversi tra cui la RAI ( “Chi l’ha visto?” ha precorso i tempi), Penelope e la neonata OsintItalia ( Open Source Intelligence for Good). Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi

È l’Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse, in seno alla Presidenza del Consiglio. L’Ufficio, connesso ai principali Enti istituzionali – Viminale in primis –  preposti ad agire a seguito di denunce di scomparsa, coordina dati, archivi ed iniziative ed è diretto dal Prefetto Silvana Riccio, frangetta bionda e sorriso dolce alla Francoise Hardy, grinta, cultura e competenza professionale maturate anche in sedi non semplici come Piacenza e Catania.

Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi
Silvana Riccio

Silvana Riccio, nella Relazione annuale stilata nel 2020, ha sottolineato come nonostante un parziale decremento imputabile al lockdown da COVID, il flusso degli scomparsi sia continuo (13.527 persone nel periodo citato) anche se più della metà degli scomparsi è stata ritrovata o è rientrata spontaneamente, evidenziando come la divaricazione tra scomparsi e recuperi sia in contrazione.

Ma, nella vita di ogni giorno, chi scompare? E perché?

Molte sono le cosiddette scomparse (denunciate) “temporanee” : bambini spesso oggetto di litigi e/o ricatti di genitori separati e in conflitto, adolescenti in cerca di brividi da rave o da concerti negati in famiglia, che rientrano spontaneamente per il ripensamento del genitore pentito o per il timore post avventura del figlio di famiglia.

Alcuni minori, dopo i quattordici anni, si allontanano per disagi insopportabili, liti in contesti familiari, difficoltà sociali e scolastiche, discrasie o percezioni alterate tra virtuale e reale , condizionati anche da cyberbullismo e social network.

Anche questi sono tra coloro che a volte tornano incoraggiati da catene virtuose e sinergiche di istituzioni, genitori, amici, insegnanti e psicologi con cui ricominciare un percorso dopo il grande spavento.

Una percentuale notevole di minori, in genere sopra ai quattordici anni, riguarda i giovanissimi migranti, soli o accompagnati da un familiare, che considerano l’Italia una sponda di approdo raggiungibile ed un ponte di passaggio – temporaneo – per inseguire lavori e sogni in altri Stati europei, alla ricerca di connazionali, conoscenti, indicazioni e risposte a domande inappagate di un relativo benessere.

La scomparsa comunque, conferma il Prefetto Riccio, tranne in rari casi in cui dilazioni un proposito suicidario, è sempre un segnale di disagio, di sofferenza esasperata, di percezione di inadeguatezza.

È cliccare sul tasto Canc della tastiera della vita per la impossibilità reale o percepita di trascinare responsabilità o dolori insormontabili.

Una percentuale discreta di casi – in prevalenza donne e giovani fragili – scompare perché vittima di adescamenti, di reati, di sfruttamenti di ogni genere dalla prostituzione allo spaccio, dalle reti criminali alle illusioni che travestono revenge o soft porn insieme a strisce di coca di infima qualità come premio di consolazione.Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi

Il mito del virtuale ha un fascino ipnotico come in un gioco di specchi in cui l’ultimo frantuma l’immagine e cancella l’identità.

A volte invece è grazie al mondo del cyber che si srotolano gli indizi delle ricerche e dei ritrovamenti: un messaggio in chat, un selfie, un saluto su Facebook, un paesaggio postato, sono tracce che restano agganciate alla Rete.

Dalla denuncia, dall’indizio, partono, evidenzia il Prefetto Riccio, le connessioni e le strutture create per operare in concretezza e sinergia.

I dati noti vengono inseriti in un registro pubblico, consultabile da familiari, avvocati, giornalisti e psicologi.

Le sinergie tra laboratori, in alcuni casi anche universitari e regionali, dove si inizia a lavorare sugli algoritmi del riconoscimento facciale, sulle identificazioni dei cadaveri “di nessuno” o recuperati in mare, con gli ausili del DNA, creano flussi di dati che conferiscono in un sistema informativo nazionale RISC  ( Ricerca Scomparsi) e di cui si trovano elementi anche nei siti internazionali, in caso di minori, per i Paesi che aderiscono al Global Missing Children’s Network.

Non a caso il prossimo 25 maggio sarà la giornata internazionale dei minori scomparsi.Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi

La sensibilizzazione corale deve essere incrementata insieme alla consapevolezza che soltanto le sinergie profonde, gli scambi di esperienze , gli incroci dei dati, la attenzione agli archivi e alle anagrafi comunali ( di recente è stata operata una precisa ristrutturazione degli archivi anche in base agli anni delle denunce di scomparsa) portano risultati concreti.

Con un senso di profondo rispetto per quei rari adulti consapevoli che decidono di tagliare le gomene di appartenenza ad un porto, occorre un coinvolgimento reale, non soltanto passionale ed emotivo, per provare ad essere tutti semplicemente utili in qualche modo, non stancarsi di parlare e soprattutto di ascoltare per alleviare sofferenze e fornire risposte e informazioni in grado di spezzare l’angoscia e l’ansia repressa. A volte basta un sorriso.Chi sono e come procedono i cacciatori degli scomparsi

 

 

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