Chirugia microinvasiva anti tumori

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Chirugia microinvasiva per debellare i tumori
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La chirurgia microinvasiva torna in primo piano grazie ad un innovativo intervento realizzato per una patologia tumorale appendicolare, associata a un quadro oncologico peritoneale.Chirugia microinvasiva per debellare i tumori

La delicata operazione è stata eseguita all’ospedalle Francesco Miulli di Bari, dall’equipe chirurgica diretta dal prof. Alessandro Verbo. L’intervento in modalità mininvasiva é stato seguito  da una infusione intraoperatoria chemioterapica, conosciuta con il nome di HIPEC, un trattamento oggi riservato solo ad alcuni centri di eccellenza selezionati da un comitato scientifico nazionale.

L’eccezionalità del caso, infatti – sottolinea una nota del Miulli – non consiste solo nel combinare chirurgia e chemioterapia nell’ambito della stessa procedura ma nella strategia utilizzata per la bonifica chirurgica. Infatti tutte le fasi si sono svolte per via laparoscopica. I riconosciuti vantaggi della chirurgia mininvasiva, sia in termini di ripresa post-operatoria che di minor tasso di complicanze, hanno permesso di dimettere la paziente dopo soli 7 giorni di degenza. Ogni anno la carcinosi peritoneale, intesa come progressione dei tumori solidi addominali, colpisce in Italia circa 25.000 persone con un significativo peggioramento sia della prognosi sia della qualità della vita dei pazienti. La chemioterapia classica infatti non offre, in tali situazioni, una reale capacità di contenimento della crescita tumorale. Di recente é venuto in soccorso a questi quadri di malattia avanza una nuova metodica indicata con la sigla HIPEC.Chirugia microinvasiva anti tumori

L’acronimo HIPEC (chemioterapia intraperitoneale ipertermica) rappresenta l’ultima frontiera per il trattamento di alcune forme di tumori diffusi al peritoneo, precedentemente considerati non più suscettibili di cura.

Si tratta quindi di una diversa modalità di distribuire i farmaci antitumorali direttamente nella sede della malattia. Il cocktail di farmaci, infatti, non viene introdotto per via endovenosa, ma diffuso direttamente nel peritoneo attraverso ad una  temperatura di 41-42 gradi. Il trattamento é preceduto da una procedura chirurgica che ha lo scopo di asportare tutto il tessuto tumorale presente in addome.

Assieme alle speranze, nella lotta della scienza medica contro i tumori cominciano a farsi sempre più strada anche le concrete prospettive di sopravvivenza.Chirugia microinvasiva anti tumori

Fonte: Ansa Puglia

 

 

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