Cancro addio? Non ancora ma…

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Cancro addio? Non ancora ma…
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Biopsia liquida

L’Istituto di oncologia molecolare della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro ha un nuovo direttore scientifico, è Alberto Bardelli docente al Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino. I suoi studi stanno cambiando il panorama della medicina di precisione.

L’Ifom, ha sottolineato  Bardelli, è  una realtà d’avanguardia della ricerca  dei meccanismi alla base dello sviluppo del cancro con tecnologie all’avanguardia e con un approccio multidisciplinare che coinvolge biologi, fisici, matematici, medici, bioinformatici e ingegneri. Le scoperte di Bardelli hanno definito una nuova metodologia diagnostica, chiamata biopsia liquida, che tramite un prelievo di sangue e usando il dna tumorale circolante permette di monitorare la risposta alle terapie e l’efficacia della chirurgia nei pazienti affetti da tumori colonrettali.

Fondato a Milano nel 1998, l’Ifom studia i tumori a livello molecolare e trasferisce  ogni acquisizione scientifica sanitaria dal laboratorio al paziente. L’istituto conta circa 270 ricercatrici e ricercatori provenienti da 29 Paesi europei ed extraeuropei, con un’età media di 38 anni.

L’avanguardia della CyberKnife

Cancro addio? Non ancora ma…

L’Irccs di Candiolo investe oltre trenta milioni di euro nella tecnologia di ultima generazione per le cure oncologiche acquisendo una strumentazione CyberKnife, una nuova forma di radioterapia di precisione chirurgica anche su lesioni che si muovono con il respiro. Prevista anche la realizzazione di un sistema di Protonterapia, un innovativo trattamento radiante oncologico per la cura dei tumori in Piemonte. La radioterapia dell’IRCCS di Candiolo é attualmente dotata di tre strumenti ad alta tecnologia, un acceleratore lineare di ultima generazione e due tomotherapy.

Trattamento malattie croniche rallentato a causa del Covid

Cancro addio? Non ancora ma…

L’innovazione terapeutica ha permesso di cronicizzare, migliorare la sopravvivenza e, in alcuni casi, di ottenere la guarigione in molte malattie, dai tumori alle patologie cardiovascolari, che fino a poco tempo fa erano prive di opportunità di cura. Ma i trattamenti delle malattie croniche più gravi stanno subendo un grave rallentamento per i ritardi nelle cure causati dal Covid-19. E lo stop più consistente si è registrato nei più anziani: nel 2020, rispetto al periodo pre pandemia (2019), il consumo di farmaci oncologici è diminuito del 7,2% negli 80-84enni e del 18% negli over 85. Ancora più rilevante il calo delle terapie attive sul sistema cardiovascolare (-10,9% negli 80-84enni, -21,2% negli over 85). “Il Covid -19 ha tenuto lontano per troppo tempo i cittadini, soprattutto anziani, dagli ospedali per timore del contagio, ma ora è concreto il rischio di annullare i progressi ottenuti in questi anni – ha affermato all’Agenzia Dire il Prof. Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli oncologi, cardiologi e ematologi.

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Francesco Cognetti

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) – continua Cognetti- prevede di riservare solo l’8,3% dei fondi alla sanità (18,6 miliardi su 222): 8,6 miliardi per l’aggiornamento tecnologico degli ospedali e la ricerca scientifica, sette per il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale, uno per la telemedicina, uno per la sostituzione delle apparecchiature sanitarie, uno per la costituzione degli Ospedali di comunità. Questo non basta. È necessario investire su professioni spesso non valorizzate, tecnologie, discipline mediche e su una profonda revisione della governance. L’innovazione deve includere anche gli ospedali, finora non considerati dal Pnrr. La vita media di moltissimi nosocomi ha superato ogni limite plausibile. La modernizzazione ospedaliera richiede nuove tecnologie e apparecchiature, oltre ai sistemi di telemedicina già previsti dal finanziamento del Pnrr, che riguardino non solo gli Ircss ma l’intera rete dei grandi nosocomi”.Cancro addio? Non ancora ma…

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