Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori

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Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori amadori
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Trasformare le cellule inattive contro i tumori in cellule attive che, grazie a una modifica genetica in laboratorio, vengono trasfuse nell’organismo “armate” dell’equipaggiamento adatto per sconfiggerli. Non solo, si è riusciti a farlo nel momento in cui la patologia è refrattaria alla chemioterapia.

Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori

È questa in sintesi l’innovazione delle Car-T, terapia immunologica sperimentale che sta aprendo nuovi scenari per la cura di pazienti affetti da alcuni tumori del sangue ancora considerati senza speranza di guarigione. Terapia che ha ricevuto molta attenzione e che va conosciuta in maniera approfondita per scoprirne potenzialità ed eventuali tossicità.

Per questo l’Ail, l’associazione italiana per la lotta contro le leucemie, linfomi e mieloma, con il supporto di varie case farmaceutiche, ha deciso di metterla al centro di una campagna di comunicazione itinerante per mezzo di cui offrire un’informazione trasparente e scientificamente corretta.

Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori
Il Prof. Sergio Amadori

La campagna presentata, dal presidente di Ail, Sergio Amadori e dal Direttore di Ematologia e Trapianto dell’Istituto dei tumori di Milano nonché presidente della Società Italiana di Ematologia, Paolo Corradini, coinvolge specialisti, pazienti, caregiver, volontari e media e si sviluppa attraverso una landing page dedicata all’interno del sito dell’Ail oltre che ad eventi stampa e istituzionali organizzati nei capoluoghi delle regioni che ospitano i centri abilitati alla somministrazione: 30 in tutta Italia. Sei le tappe del viaggio che farà la campagna partendo dalla Lombardia in quanto regione “laboratorio per lo sviluppo delle cellule Car-T”, commenta Amadori, ma anche perché “qui c’è una rete di sezioni provinciali che rappresentano un vero e proprio paracadute per pazienti e famigliari”.

Le CAR-T, spiegano i relatori, sono una speranza sempre più concreta per quei malati che non rispondono alle terapie convenzionali come le chemioterapie e il trapianto di cellule staminali produttrici delle sostanze di cui è composto il sangue. Tre quelle già approvate a livello europeo: la leucemia linfoblastica acuta, il tumore più frequente in età pediatrica, ha tassi di remissione completa fino all’82%, tra il 40 e oltre il 50% per due linfomi non-Hodgkin molto aggressivi (linfoma diffuso a grandi cellule B e linfoma primitivo del mediastino) e un importante miglioramento della sopravvivenza (2 anni per il 51% dei pazienti) nel mieloma. Allo stato attuale, inoltre, queste terapie vengono studiate anche per l’impiego contro altre malattie ematologiche e i tumori solidi. Non mancano tuttavia gli interrogativi su aspetti quali sicurezza, organizzazione, costi e modalità di accesso: “CAR-T c’è ed è efficace- chiarisce Amadori- ma in questo momento non è un’arma per tutti”; infatti, oltre al numero limitato di linfoma curabili, c’è un requisito necessario ovvero “buone condizioni generali” del paziente, oltre che l’indispensabile autorizzazione del centro. Motivi per cui la campagna punta ad “aprire a livello nazionale e locale un confronto con specialisti e decisori per valutare le criticità e per creare le premesse affinché questa innovazione abbia pieno successo” conclude il presidente Ail.

Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori
Prof. Paolo Corradini

“Queste terapie – interviene il Prof. Corradini- combinano almeno due aspetti fondamentali: sono terapie intelligenti, in quanto identificano un solo recettore espresso dalle cellule tumorali e risparmiano i tessuti sani del paziente; secondo- prosegue- sono terapie molto personalizzate e mirate perché sono prodotte a partire dai linfociti del singolo paziente” e quindi “possono rimanere a lungo nell’organismo garantendo un meccanismo d’azione protratto nel tempo e in grado di riattivarsi ogni volta che la malattia ricompare”.

Perché funzionino sempre meglio e su più larga scala, perciò, si inserisce Biondi, “abbiamo bisogno della ricerca per disporre di CAR-T con un migliore profilo di sicurezza, più efficaci, cioè in grado di prevenire la ricaduta della malattia che spesso perde il bersaglio contro cui abbiamo sviluppato queste terapie, ed infine che siano più sostenibili da un punto di vista economico”. Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori

Il pianeta delle cure anti tumori è un mondo nel mondo, ancora inesplorato al 30%. Le  aree sconosciute sono quelle maggiormente letali dei tumori che colpiscono polmone, cervello, pancreas, esofago. Aree oncologiche nell’ambito delle quali ricerche e cure sono ancora lontane dalla scoperta di efficaci terapie. I restanti tre quarti del pianeta anti cancro sono comunque popolati da pazienti guariti o sopravvissuti, grazie a cure efficaci e concreti risultati scientifici. Complessivamente negli ultimi 40 anni il tasso di sopravvivenza è raddoppiato e dal 2010 il tasso di mortalità è diminuito del 10%.

Angoscia e speranza incrinano la voce di quanti pongono gli interrogativi essenziali: quando sarà debellato il cancro? quando si potrà curare e guarire completamente?  La risposta affermativa dipende dallo sviluppo della ricerca e della scienza.

Attualmente lo si può prevenire, controllare e curare. L’oncologia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, ma resta ancora molta strada da percorrere soprattutto contro alcune neoplasie particolarmente aggressive e difficili da trattare.  “L’ora più buia è quella che precede il sorgere del sole” recita un verso di Paulo Coelho.Nuova terapia di frontiera per la cura dei tumori

Fonte: Agenzia Dire

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