Chubais o altri l’occidente punta alla svolta anti Putin

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Chubais o altri l’occidente punta alla svolta anti Putin
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Putin è in un vicolo cieco, ma bisogna stare attentissimi a non dargli il minimo alibi per l’irresponsabile ricorso alle armi chimiche o peggio a bombe nucleari tattiche di portata circoscritta: dietro le quinte dei tre massimi  vertici politico militari dell’occidente, G7, Nato e Consiglio europeo, è questo in estrema sintesi il punto della situazione.Chubais o altri l’occidente punta alla svolta anti Putin

Gli alleati forniranno all’Ucraina gli armamenti necessari per fronteggiare ancora meglio di quanto non stiano già eroicamente facendo l’invasione russa e sosterranno la popolazione civile con aiuti finanziari e umanitari. A porte chiuse inoltre il bilancio top secret di un mese di guerra ha delineato i moltissimi lati deboli dell’armata di Mosca, soprattutto l’inadeguatezza organizzativa e di coordinamento, la pessima manutenzione di mezzi e armamenti, nonché la fragilità psicofisica delle truppe, ma anche i punti di forza: la precisione dei lanci dei missili ipersonici e a lunga gittata coordinati dai rilevamenti satellitari, il prudente ricorso ai bombardamenti aerei ad alta quota, la sistematica tattica dell’accerchiamento e dell’annientamento dei centri abitati.

“Anche se non è possibile coinvolgere né Nato né Ue nella garanzia di una no fly zone”, ha precisato il Premier Mario Draghi, a preoccupare i leader occidentali sono i possibili colpi di coda di un Putin stretto fra il fallimentare andamento dell’invasione e il tracollo economico.

Preoccupazioni bilanciate, come hanno annunciato il Presidente americano Biden, il segretario della Nato Stoltemberg, il Premier inglese Johnson, il Presidente Francese Macron e il Presidente del Consiglio italiano, col potenziamento dell’intero sistema difensivo dell’Alleanza atlantica ai confini con l’Ucraina, la Bielorussia, e per quanto riguarda i paesi baltici con la stessa federazione russa.

Positivo il riferimento di Stoltemberg alla Cina. Pechino avrebbe informalmente confermato, in particolare durante la recente videoconferenza fra Biden e Xi Jinping,  che non fornirà armamenti a Mosca e attiverà interventi diplomatici per porre fine al conflitto. Non ha detto come, ma è già qualcosa.

Il più duro nei confronti della Russia è stato il Premier Britannico che nel corso del vertice e subliminalmente durante la conferenza stampa, ha fatto capire che a Londra e a Washington ci si attende possa scattare una sorta di notte dei lunghi coltelli moscovita. In altre parole la messa in discussione, più o meno cruenta, del potere di Putin. Le prospettive di un cambio al vertice del Cremlino potrebbero rappresentare la  chiave di lettura delle clamorose dimissioni e del repentino allontamamento dalla Russia di Anatolij Chubais.

Chubais o altri l’occidente punta alla svolta anti Putin
Anatoly Chubais

Considerato l’architetto delle privatizzazioni di Boris Eltsin negli anni Novanta, storicamente collegato con gli oligarchi, Chubais, 66 anni, era  uno dei pochi riformisti economici ad essere rimasto al potere dopo l’avvento di Putin, che l’aveva nominato suo inviato speciale  per lo sviluppo sostenibile.Chubais o altri l’occidente punta alla svolta anti Putin

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